QUESTIONARIO CLINICO:
Interventi chirurgici all’articolazione o al torace?
Traumi?
Lussazioni?
Qual’è il motivo specifico per cui viene eseguito l’esame?
PREPARAZIONE DEL PAZIENTE:
Nessuna preparazione particolare.
BOBINE UTILIZZATE:
In genere viene utilizzata una bobina con FOV ristretto posizionata a contatto dell’articolazione.
POSIZIONAMENTO DEL PAZIENTE:
L’esame può essere effettuato in due posizioni:
-Supino. Feet first o Head first . Braccia lungo i fianchi. Bobina appoggiata sull’articolazione. Questa posizione è la più comoda e la più indicata in caso si voglia eseguire l’esame con Trigger Respiratorio o in Apnea

-Prono. Head first. Braccia lungo i fianchi. La bobina è appoggiata sul lettino, e il paziente si appoggia con l’articolazione sopra la bobina. Questa posizione è più scomoda, molto efficace se le sequenze vengono eseguite in respirazione libera ed è più indicata nei pazienti collaboranti.

CENTRATURA: generalmente al centro della bobina o Al centro della zona di interesse.
PIANI DI SCANSIONE
Le scansioni assiali sono in numero variabile a seconda della sequenza e dello spessore utilizzato, di solito da 12 a 20; il primo strato è posizionato superiormente alle clavicole e l’ultimo poco sotto la metà del manubrio sternale.
Sul reperaggio assiale verificare che la scansione copra l’area di interesse.
Sul reperaggio coronale è necessario impostare un obliquità perpendicolare all’asse maggiore dello sterno. Deve essere verificata la posizione in RL e la copertura degli strati SI, il centro di solito è a al centro del manubrio dello sterno poco sotto il suo margine superiore.
Sul reperaggio sagittale l’obliquità deve essere perpendicolare all’asse maggiore del manubrio dello sterno. Deve essere verificata la posizione in AP e la copertura degli strati SI, il centro del pacchetto è indicativamente poco sotto il margine superiore del manubrio dello sterno.



Sulle scansioni assiali si ha una buona visualizzazione dei rapporti in antero-posteriori della sterno-clavicolare, ed è la miglior scansione per analizzare il segnale dell’osso del manubrio dello sterno.
Le scansioni coronali, in numero da 12 a 20 a seconda dello spessore utilizzato; di solito da 12 a 20; il primo strato è posizionato a livello della cute e l’ultimo2-3 posteriormente allo sterno.
Sul reperaggio assiale gli strati hanno obliquità parallela all’asse coronale del manubrio sternale. Deve essere verificata la posizione in RL e la copertura degli strati in AP , di solito il centro del pacchetto si trova al centro del manubrio.
Sul reperaggio coronale verificare che la scansione copra l’area di interesse.
Sul reperaggio sagittale l’obliquità è parallela all’asse lungo del manubrio sternale. Deve essere verificata la posizione in SI e la copertura degli strati in AP. di solito il centro del pacchetto si trova a metà del manubrio sternale.



Sulle scansioni coronali si a una buona visualizzazione dei rapporti sterno-clavicolari supero inferiori.
Le scansioni sagittali in numero da 16 a 24 a seconda dello spessore utilizzato; lo strato centrale è posizionato sull’articolazione in questione (se si desidera una comparativa è necessario eseguire più strati e posizionare quello centrale al centro dello sterno).
Sul reperaggio assiale gli strati devono seguire una linea perpendicolare all’asse coronale del manubrio. Deve essere verificata la posizione in AP e la copertura degli strati in RL.
Sul reperaggio coronale devono seguire l’asse lungo dello sterno. Deve essere verificata la posizione in SI e la copertura degli strati in RL .
Sul reperaggio sagittale verificare che la scansione copra l’area di interesse.



Sulle scansioni sagittali si ha una buona visualizzazione dei rapporti tra le clavicole e le strutture vascolari e nervose posteriori. E’ anche la scansione migliore per analizzare il segnale dell’osso spongioso delle clavicole (si ha il minor effetto di volume parziale).
DECODIFICA DI FASE dei piani di scansione e posizionamento presaturazioni
E’ sempre necessaria l’opzione di antiribaltamento perché si lavora sempre con FOV più piccoli della gabbia toracica.
I risultati più accurati si ottengono con queste impostazioni
Sagittale: direzione della fase AP con 1 o 2 saturazioni coronali posizione posteriormente per saturare il segnale del mediastino.
Coronale: direzione della fase RL nessuna presat.
Assiale: 2 possibilità: direzione della fase RL oppure direzione della fase AP con 1 o 2 saturazioni coronali posizione posteriormente per saturare il segnale del mediastino.
CARATTERISTICHE DELLE SEQUENZE (vedi anche caratteristiche generiche delle sequenze):
SE o TSE T1: molto utilizzata
Vantaggi: Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto. Ottima valutazione delle strutture ossee. Alta sensibilità per le emorragie intraparenchimali subacute.
Svantaggi: artefatto da magic angle. Basso contrasto dei parenchimi.
SE o TSE T1 con soppressione del grasso
Vantaggi: utile per valutare le eventuali strutture grassose. Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto
Svantaggi: Importanti artefatti da soppressione del grasso a livello del torace.
TSE T2:
Vantaggi:. Poco soggetta ad artefatti da metalli. Pochi artefatti da pulsazione. Buona visualizzazione delle strutture arteriose e venose.
Svantaggi: bassa sensibilità alle lesioni ossee.
TSE T2 FAT SAT
Vantaggi: buona sensibilità alle lesioni ossee.
Svantaggi: Importanti artefatti da soppressione del grasso a livello del torace
TSE DP FAT SAT:
Vantaggi: alta risoluzione. Buona sensibilità alle lesioni legamentose.
Svantaggi: Importanti artefatti da soppressione del grasso a livello del torace
STIR T2: molto utilizzata
Vantaggi: Buone informazioni delle strutture circondate da grasso. Ottima valutazione delle strutture ossee.
Svantaggi: Risoluzioni non elevate. Importanti artefatti da pulsazione dei grossi vasi.
GRE T1:
Vantaggi: Ottimo dettaglio a livello osseo anche se la sensibilità alle lesioni è inferiore alle TSE. Artefatti da pulsazione molto limitati, anche dopo contrasto. Breve tempo di acquisizione, possibile in apnea. Buono studio della cartilagine.
Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi e a livello osseo.
GRE T2*: poco utilizzata
Vantaggi: .
Svantaggi: Importanti artefatti da movimento e pulsazione
GRE T2 o T1 3D FAT SAT: le sequenze possono avere caratteristiche e nomi diverse a seconda delle case costruttrici.
Vantaggi: ottimo studio della cartilagine articolare
Svantaggi: poco contrasto per le strutture rimanenti.
PROTOCOLLI DI STUDIO:
Esistono 3 diverse tecniche di studio dell’articoolazione sterno clavicolare:
-Respirazione libera: è la tecnica che ha il miglior compromesso tempo/qualità di immagine, ed è effettuabile anche sui pazienti non collaboranti. E’ necessario spiegare al paziente che durante tutto l’esame dovrà respirare in modo da muovere il meno possibile la gabbia toracica (quindi meglio espandere l’addome e non il torace, e fare dei respire di ampiezza limitata)
-Trigger respiratorio: è la tecnica che fornisce la miglior qualità di immagine se il paziente è collaborante. Necessita di tempi di scansione più lunghi.
Per entrambe le tecniche può essere eseguito il protocollo:
COR STIR
COR TSE T1
SAG TSE T2
AX TSE T1 oppure AX STIR
In caso di sospetta lesione infettiva o tumorale si somministra il mezzo di contrasto per via endovenosa:
AX TSE T1 FS
COR TSE T1 FatSat
(se il Fat Sat dovesse dare dei problemi eseguire la stessa sequenza fatta prima del contrasto e sottrarle)
-Sequenze in apnea: è la tecnica meno usata perchè, anche se molto più veloce, non fornisce un buon dettaglio anatomico.
COR TSE T2 Fat Sat (se il fat sat non dà die buoni risultati è indispensabile eseguire una STIR in respirazione libera)
AX GRE T1
SAG SS T2
COR GRE T1






