Quando si parla di Colangio RM si intende la visualizzazione ma soprattutto lo studio delle vie biliari e pancreatiche e delle patologie ad esse correlate.
Purtroppo è diffusa la mentalità che le colangio-RM siano solo ed esclusivamente le sequenze speciali che permettono la visualizzazione selettiva delle vie biliari, ma quensto non è corretto: lo studio delle vie biliari pancreatiche necessita di una serie di sequenze che sono tipiche anche dello studio classico dell’addome superiore con complemento di sequenze specifiche. In particolare molto spesso le sequenze “non colangiografiche” sono quelle che permettono di ottenere la maggiorparte di informazioni sia morfologiche e di segnale, mentre l’esame viene completato per ottenere immagini più panoramiche e iconografiche (pensiamo all’importanza delle immagini native di una sequenza angiografica rispetto alle informazioni contenute in una MIP).
Premettiamo quindi che non entreremo nel dettaglio di quelle che sono le sequenze classiche di un RM addome superiore, ma segnaliamo che sarà sicuramente necessario lavorare a strato sottile secondo le classiche sequenze: T2 single shots, balance, T1 gradient eco in e out phase, DWI, e eventualmente con mezzo di contrasto (3D gradient eco wats T1) se si sospetta una patologia neoplastica o infettiva.
Esistono 2 principali tecniche di visualizzazione selettiva delle vie biliari, la prima molto diffusa, la seconda da utilizzare in casi specifici:
IDRO RM – COLANGIO RM
Il concetto di base dell’Idro RM e’ quello di mettere in evidenza determinate strutture liquide presenti in parti anatomiche specifiche, eliminando il più possibile il segnale degli altri tessuti o altri liquidi che non appartengono alla struttura di interesse.
Questa tecnica potrebbe assomigliare all’angio RM, ma non ha nessuna caratteristica comune ad essa
A differenza di tutte le altre tecniche radiologiche, la RM non necessita di introduzione diretta di mdc in una cavità contenente liquido per la visualizzazione selettiva dello stesso. I liquidi infatti restituiscono sempre un segnale specifico, decisamente ipointenso in T1 e decisamente iperintenso in T2. Esistono pero’ altri tessuti con segnale simile, come ad esempio i tessuti edematosi in T1, o il grasso in T2
Il meccanismo su cui si va a lavorare e’ l’incremento importante della pesatura T2. Aumentando il TE a valori molto elevati si andranno ad acquisire delle immagini dove solo i liquidi avranno ancora segnale decisamente iperintenso, mentre tutti gli altri tessuti avranno segnale molto debole.




Solo il grasso mantiene un lieve segnale che potrebbe creare un alone nelle immagini finali e o ricostruite. La semplice introduzione della soppressione del grasso permette di risolvere quest’ultimo problema.

La tecnica si divide poi in 2 metodi principali, che forniscono sempre una pesatura T2:
Metodo 2D monoslab a spessore elevato.
Solitamente si usano le ssfse Questa tecnica consiste nell’eseguire uno strato con spessore molto elevato (poi ripetuto con diverse obliquità e posizioni)
Vantaggi:
Acquisizione in un’unica apnea (3-10 secondi)
Nessun artefatto da movimento
Svantaggi:
– Effetto di volume parziale totale



Ecco il rischio di effetto volume parziale

Metodo 3D con numerosi strati spessore minimo. Solitamente TSE Acquisizione di un pacchetto 3D, con stati molto sottili (1-2mm).
Vantaggi:
Nessun effetto di volume parziale
Elevata risoluzione nel senso delle spessore
Possibilita’ in post elaborazione di rimuovere tessuti indesiderati
Svantaggi:
Non eseguibile in apnea
Tempi di acquisizione lunghi
Qualita’ non costante nel distretto addominale
Questa tecnica può essere eseguita in respirazione libera ma se il paziente collabora risulta di qualità più elevata se acquisita con il trigger respiratorio.





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VIE PANCREATICHE
Le vie pancreatiche si studiano con una tecnica praticamente identica, e l’indagine può essere eventualmente completata con stimolo di secretina per valutare eventuali disfunzioni della papilla.
COLANGIO RM con Gadobenate Dimeglumine
Questo tipo di indagine viene effettuata dopo 60-120 minuti dallo studio con iniezione di mezzo di contrasto epatospecifico, il Gadobenate Dimeglumine, che viene captato nello specifico dagli epatociti che quindi mantengono una discreta iperintensità T1 anche in fase tardiva. Questo prodotto viene in parte secreto nelle vie biliari che, sempre in fase tardiva, appariranno iperintense grazie all’escrezione del prodotto.
Le indicazioni specifiche di questo esame sono soprattutto incentrate sul riuscire a discriminare una cisti o raccolta liqida se è comunicante o no con le vie biliari. Infatti una cisti comunicante si dovrebbe riempire di mezzo di contrasto ed apparire iperintensa in fase tardiva
Ecco alcune immagini T1:




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Salve a tutti sono uno studente del terzo anno e sto preparando la tesi sulla colangio RM… dopo aver descritto tutta la parte generale riguardante la risonanza ora dovrei parlare nello specifico della colangio RM descrivendo nel dettaglio l’anatomia della regione interessata e l’esame (dalle tecniche utilizzate al posizionamento del pz.) in tutti i suoi possibili casi di utilizzo! Se qualcuno ha informazioni o materiale da potermi dare sarò estremamente felice di accettarlo.. Grazie in anticipo e a presto!
Tony








