L’impatto della struttura dell’apparecchiatura RM sul paziente è sicuramente uno dei maggiori argomenti di interesse per lo stesso perchè condiziona tutto il periodo precedente all’esame (possibile stress) ma soprattutto la buona riuscita dell’indagine (collaborazione).
La tolleranza da parte della maggior parte del pubblico aumenta più sono contenute le dimensioni d’insieme del macchinario, più è spazioso lo spazio in cui verrà posizionato il corpo del paziente.
Purtroppo delle importanti limitazioni tecnologiche impongono una specifica struttura a questo tipo di apparecchiatura. In altri post si è spiegato che è necessario un campo magnetico per permettere l’acquisizione delle immagini. Bene. Il concetto chiave assoluto di questo tipo di tecnologia è che il campo magnetico deve essere il più POTENTE possibile ma anche il più OMOGENEO possibile: questo, con la tecnologia disponibile ad oggi, è ottenibile solo con magneti di grandi dimensioni e con apertura di piccole dimensioni. Basti pensare che i magneti sperimentali per l’analisi molecolare chimica possono arrivare alle dimensioni esterne di un camion cisterna con un solo piccolo foro per introdurre il materiale da analizzare (potenza di campo ben oltre i 20 Tesla, 10 volte tanto i magneti più potenti usati nei pazienti). https://www.sciencedaily.com/releases/2015/07/150702184036.htm
Ovviamente gli ingegneri hanno cercato di andare incontro al paziente cercando soluzioni tecniche che permettessero di aumentare il più possibile la dimensione dello spazio per paziente o trovando forme differenti di magnete.
Proviamo a schematizzare i differenti tipi di macchinario disponibili in ambito clinico:
Risonanze magnetiche a tunnel aperto: hanno forma cilindrica con un’apertura centrale traversante “a tunnel” anch’essa cilindrica. A loro volta possono essere divisi in due modelli:
— Vecchia generazione o Gamma economica: hanno maggiori dimensioni esterne solitamente oltre i 2 metri, lunghezze oltre i 170 cm, e diametro del tunnel di non più di 60 com
— Nuova generazione o top di gamma: dimensioni esterne più contenute (meno di 2 metri), lunghezza del tunnel anche fino a solo 145cm, e larghezza del tunnel di 70 cm. Questi magneti sono i più adatti per i pazienti obesi o le persone comunque di grandi dimensioni.
Risonanze magnetiche a sandwich o aperti: sono composti da due grosse componenti piatte contrapposte, quadi sempre orientati in orizzontale, con qualche eccezione per un modello verticale
Risonanze magnetiche dedicate: possono avere le forme e le dimensioni più disparate , vengono utilizzate solo per esami di un certo tipo.
Un’altra suddivisione con la quale possono essere distinti differenti tipi di RM é la seguente:
Total Body: apparecchiature RM che possono eseguire tutti i tipi di esami di tutte le parti del corpo
Dedicati: possono effettuare solo alcuni tipi di esami
DIFFERENTI POTENZE DI CAMPO MAGNETICO
Il campo magnetico generato da un’apparecchiatura RM condiziona sia le prestazioni che la qualità d’immagine. In generale é possibile dire che più il campo magnetico é elevato e più dettagliate potranno essere le immagini acquisite. Per esempio, tra una RM a basso campo da 0,25 Tesla ed una RM ad alto campo da 3T esiste un rapporto di potenza oltre 10 volte. Ovviamente le apparecchiature di alta gamma sono generalmente di campo magnetico molto elevato, ma contestualmente necessitano anche di investimenti maggiori per l’acquisto e per la gestione (utilizzo e manutenzione). E’ comunque da segnalare che , più il campo magnetico é elevato e più sono necessari accorgimenti tecnici mirati a limitare i possibili artefatti che caratterizzano queste potenze. In linea generale le risonanze magnetiche ad altissimo campo 3 Tesla sono ad oggi l’esame di punta per lo studio di alcune specifiche parti del corpo come encefalo, pelvi e prostata.
DIFFERENZA TRA GENERAZIONI RM
La potenza del campo magnetico non é l’unica caratteristica dell’apparecchiatura che ne condiziona le prestazioni. Molto importante é anche la tecnologia di gradienti (che sono i dispositivi dedicati alla generazione del segnale RM), le bobine utilizzate e anche il software che gestisce e coordina tutte queste parti. Ne consegue che, a parità di potenza di campo magnetico (le risonanze da 1.5 Tesla erano già operative anche 25 anni fa) un’apparecchiatura di ultima generazione fornisce opzioni diagnostiche e performance decisamente più elevate.







