CAMPO MAGNETICO STATICO
La Normativa vigente prevede dei limiti di esposizione per gli operatori che prestano costante servizio in presenza di intenso campo magnetico disperso, al fine di garantire la riduzione del rischio. Tali limiti di esposizione sono previsti nel D.M. del 02/08/1991 e sono quelli riportati nella tabella seguente.
| Parte esposta | Intensità del campo magnetico disperso | Durata massima dell’esposizione giornaliera |
| Corpo intero | 200 mT | 1 ora |
| Corpo intero | 2 T | 15 min |
| Arti | 2 T | 1 ora |
| Arti | 4 T | 15 min |
Laddove possibile, è buona norma che l’esposizione non sia continuativa, ma frazionata, alternandosi, per esempio, con i colleghi nelle mansioni che possono comportare l’esposizione.
Rimangono esclusi dalle operazioni che possono comportare esposizione al campo magnetico disperso le persone che rientrano in uno di queste categorie:
· donne in stato di gravidanza;
· persone portatrici di pace-maker;
· persone portatrici di protesi cardiache.
Chiunque debba operare a qualsiasi titolo presso il presidio e che possa essere soggetto all’esposizione deve essere preventivamente visitato e valutato idoneo dal Medico Responsabile.
I limiti di esposizione riportati nella tabella precedente non si applicano ai pazienti, in quanto la loro esposizione è considerata una tantum e non continuativa. Restano validi anche per i pazienti i criteri di esclusione integrati dalle altre informazioni presenti nel questionario preliminare all’indagine RM.
ENERGIA ELETTROMAGNETICA A RADIOFREQUENZA (RF)
L’energia elettromagnetica a RF rappresenta una fonte di rischio in quanto il suo assorbimento da parte della materia biologica può comportare un riscaldamento, in alcuni casi anche considerevole, del tessuto.
Il D.M. del 03/08/1993 riporta dei limiti in termini di innalzamento della temperatura corporea. Il limite per i pazienti, per i volontari sani e per i lavoratori è di 0,5°C in condizioni di temperatura e umidità adeguate (T < 22°C e umidità relativa inferiore al 50%). Il limite per i soli pazienti e volontari sani può essere aumentato, previa valutazione favorevole da parte del Medico Responsabile dell’esecuzione dell’esame, fino al raggiungimento di 1°C, sempre nelle medesime condizioni ambientali. Per gli operatori non può essere derogato il limite di 0,5°C.
Oltre alle condizioni sopra elencate devono essere sempre rispettate le seguenti condizioni: l’innalzamento della temperatura in qualunque tessuto della testa non può comportare il superamento di 38°C, di 39°C per qualunque tessuto del corpo e di 40°C per gli arti.
Tali soglie termiche sono automaticamente rispettate se è assicurato un rateo di assorbimento specifico medio (SAR), mediato su 15 minuti di esposizione (6 minuti per testa, tronco e arti), che rispetti i seguenti limiti.
| Durata esposizione | SAR corpo intero (limite 0,5°C) | SAR corpo intero (limite 1°C) | SAR testa | SAR tronco | SAR arti |
| t < 15 min | < 2 W/kg | < 4 W/kg | < 4 W/kg | < 8 W/kg | < 12 W/kg |
| 15 min < t < 30 min | < W/kg | < W/kg | < W/kg | < W/kg | < W/kg |
| t > 30 min | < 1 W/kg | < 2 W/kg | < 2 W/kg | < 4 W/kg | < 6 W/kg |
CAMPO MAGNETICO VARIABILE
Il D.M. del 03/08/1993 specifica, oltre ai parametri già riportati, anche il valore per la variazione dell’induzione magnetica, riportando un livello di sicurezza pari a 6 T/s.
Previa valutazione medica che consideri il rapporto rischio-beneficio nell’esposizione di pazienti a valori superiori di quello sopra riportato, la variazione di induzione magnetica può raggiungere i valori riportati in tabella:
| Durata (t) | dB/dt |
| t < 12 ms | 200 T/s |
| 12 ms < t < 120 ms | 2400 (T/s)/t(ms) |
| t > 120 ms | 20 T/s |
Nel caso in cui il Medico ritenga opportuno raggiungere questi limiti è bene che si provveda al controllo preventivo della funzionalità cardiaca, sulla stimolazione periferica e sulla funzionalità cardiocircolatoria del paziente.





