{"id":138,"date":"2015-02-28T12:03:52","date_gmt":"2015-02-28T11:03:52","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=138"},"modified":"2020-12-26T09:53:40","modified_gmt":"2020-12-26T08:53:40","slug":"swi-susceptibility-weighted-imaging","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/swi-susceptibility-weighted-imaging\/","title":{"rendered":"SWI  (Susceptibility Weighted Imaging)"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;imaging <strong>SWI  (Susceptibility Weighted Imaging) <\/strong>\u00e8 \nuna nuova  tecnica RM che viene utilizzata nel neuroimaging. Questa \ntecnica sostanzialmente usa le differenze suscettibilit\u00e0 magnetica del \ntessuto per generare un segnale  completamente diverso da quello delle \nsequenze RM standard nelle quali viene interpretata solo la \nmangetizzazione longitudinale degli spin e non le informazioni relative \nalla fase degli stessi anche perch\u00e8 il campo magnetico di fondo creava \ngrossi problemi per l&#8217;interpretazione delle stesse. Le importanti \nevoluzioni tecnologiche hanno comunque consentito l&#8217;acquisizione di \nimmagini ponderate in suscettibilit\u00e0 le SWI.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sequenze  SWI offrono quindi  informazioni complementari alle \nimmagini standard di risonanza magnetica, in modo da poter rilevare sui \ntessuti una suscettibilit\u00e0 diversa per l&#8217;eventuale presenza di  \nemosiderina, ferritina, e di calcio, che si possono presentare in molte \npatologie del sistema nervoso centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo che in  RM \u00e8 necessario creare innanzitutto una  \nmagnetizzazione trasversaleusando una bobina di trasmissione che \nprodurre una frequenza radio ),che andr\u00e0 a ribaltare la  magnetizzazione\n longitudinale (Mo) parzialmente o completamente nel piano trasversale. \nViene poi applicato il gradiente di lettura e vengono raccolti i dati. \nCon il passare del tempo l&#8217;intensit\u00e0 del segnale residuo diminuisce \nperch\u00e8 vi \u00e8 una perdita di fase.<\/p>\n\n\n\n<p>La  suscettibilit\u00e0 magnetica \u00e8 definita come la risposta magnetica di\n una sostanza quando \u00e8 posto in un campo magnetico esterno e la \nmagnetizzazione indotta \u00e8 direttamente proporzionale al campo principale\n e la suscettibilit\u00e0 magnetica. Ogni tessuto o sostanza si comporta in \nmodo differente in un campo magnetico quindi le sostanze diamagnetiche e\n quelle paramagnetiche si comporteranno in modo diverso. La \nmagnetizzazione indotta  in un oggetto all&#8217;interno di un campo magnetico\n distorce il campo  al di fuori dell&#8217;oggetto stesso ma non \u00e8 semplice \ndeterminarne il modo perch\u00e8 \u00e8 fortemente dipendente dalla forma \ndell&#8217;oggetto stesso e dagli oggetti che gli sono vicini.<\/p>\n\n\n\n<p>Le immagini acquisite dovranno subire alcuni processi di filtrazione \nper poter arrivare al risultato finale. Il tipo di filtro per\u00f2 \u00e8 \ndipendente dal tipo di informazione che si vuole ottenere, perch\u00e8 filtri\n molto elevati tendono ad eliminare la magnetizzazione di fondo ma anche\n alterazioni della magnetizzazione dovuta alla presenza di ferritina.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sequenze SWI devono essere eseguite con apparecchiature RM ad alto\n campo, 1,5T o 3T perch\u00e8 sono le uniche a permettere l&#8217;acquisizione di \nsequenze ad elevato dettaglio in tempi accettabili, con valori di SNR \nelevato e voxel tendente all&#8217;isotropico.. L&#8217;uso di tempi di eco \nrelativamente corti (pi\u00f9 facilmente ottenibile a 3Tesla) migliora la \nqualit\u00e0 delle immagini. Ovviamente l&#8217;utilizzo di bobine phased array e \nimaging parallelo \u00e8 scontata. Campi magnetici pi\u00f9 elevati di 3 tesla \npossono incrementare ulteriormente la qualit\u00e0 dell&#8217;immagine RM SWI, ma \npurtroppo sono soggetti a grosse limitazioni per quanto riguarda il SAR \nassorbito dal paziente: a questo proposito \u00e8 bene segnalare che si hanno\n meno limiti utilizzando segnenze in GRE piuttosto che sequenze spin \neco.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sequenze\/swi1.jpg\" alt=\"swi1.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sequenze\/swi2.jpg\" alt=\"swi2.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci sono alcune  principali informazioni nei dati delle sequenze SWI \ntra cuiil fatto che l&#8217;immagine  di solito ha un voxel molto piccolo \n0,5mmx1,0mmx2.0 mm, ponderata in T2 con TE che variano da 40ms a 1,5T a \n20ms a 3T, e che  evidenza piccole variazioni di suscettibilit\u00e0 nel  \nvoxel come  perdita di intensit\u00e0 di segnale, e che avr\u00e0 purtroppo anche \ndei notevoli artefatti nelle zone limitrofe alle strutture osse \npneumatizzate come osso sfenoidale etmoidale o mascellare. Le immagini \nhanno un contrasto tissutale molto basso, mentre le strutture vascolari \nappaiono quasi nere (compresi i voxel che contengono anche solo \nparzialmente le strutture venose). E&#8217; importante ricordare che \nl&#8217;artefatto &#8220;blooming&#8221; \u00e8 meno importante quanto pi\u00f9 elevata \u00e8 la \nrisoluzione spaziale del voxel.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle immagini di fase le  verranno visualizzate nere perch\u00e9 il \nsangue deossigenato \u00e8 paramagnetico  relativamente  al  tessuto \ncircostante mentre e il calcio sar\u00e0 iperintenso perch\u00e9 il calcio  \ndiamagnetico rispetto al tessuto cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 poi importante valutare le immagini finali non solo nei singoli \nstrati ma anche con immagini MinIP a spessore elevato, perch\u00e8 nelle \nimmagini native potrebbe risultare molto difficoltose fare la differenza\n tra un microsanguinamento e un vasellino che attraversa uno strato. \nQueste ricostruzioni MinIP daranno un effetto molto simile ad una \nangio-RM, ovviamente con i vasi venosi neri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sequenze\/swi-minip1.jpg\" alt=\"swi-minip1.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sequenze\/swi-minip2.jpg\" alt=\"swi-minip2.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Solitamente l&#8217;acquisizione viene eseguita in assiale perch\u00e8 la fase \nnelle vene perpendicolari rispetto al campo magnetico principale \npotrebbe risultare opposta alla fase delle vene parallele al campo \nprincipale, ma in ogni caso \u00e8 pi\u00f9 importante l&#8217;effetto della fase che \nc&#8217;\u00e8 al di fuori delle vene, quindi esse risultano tutte di aspetto \nipointenso. Ritornando sul  del contrasto dei tessuti  nelle sequenze \nSWI \u00e8 importante ricordare che con flip angle abbastanza bassi avremo \nun&#8217;omogeneit\u00e0 del segnale della sostanza bianca della sostanza grigia e \ndel liquido cefalo rachidiano, mentre aumentando il flip angle otterremo\n un abbassamento del segnale del liquor ma un aumento dell&#8217;intensit\u00e0 \ndelle lesioni edematose, soluzione che diventa utile nei pazienti con \ntumore perch\u00e8 permette di valutare edema ed emorragie dello stesso. Con \nFA bassissimi (20\u00b0) si ha il liquido cefalo rachidiano lievemente \niperintenso e si pu\u00f2 notare un po di contrasto tra sostanza bianca e \nsostanza grigia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imaging SWI (Susceptibility Weighted Imaging) \u00e8 una nuova tecnica RM che viene utilizzata nel neuroimaging. 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