{"id":142,"date":"2014-10-07T12:15:47","date_gmt":"2014-10-07T10:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=142"},"modified":"2020-12-26T11:23:17","modified_gmt":"2020-12-26T10:23:17","slug":"rm-avampiede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/rm-avampiede\/","title":{"rendered":"RM Avampiede"},"content":{"rendered":"\n<p>La struttura del piede, a causa dei suoi assi sempre variabili e discontinui) non consente la creazione di un protocollo standard per uno studio generale di tutto il piede. E\u2019 quindi necessario dividere il piede in 4 zone principali: dita, metatarsi, tarso, caviglia; ciascuno con i suoi piani e protocolli specifici.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>STUDIO DEI METATARSI<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>QUESTIONARIO CLINICO<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Interventi chirurgici al piede o a parti anatomiche limitrofe?<\/p>\n\n\n\n<p>Traumi?<\/p>\n\n\n\n<p>Distorsioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Qual&#8217;\u00e8 il motivo specifico per cui viene eseguito l&#8217;esame?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREPARAZIONE DEL PAZIENTE<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna preparazione particolare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BOBINE UTILIZZATE<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Se disponibile la bobina phased array dedicata, oppure la bobina flex phased array, in alternativa la bobina flex<\/p>\n\n\n\n<p><strong>POSIZIONAMENTO DEL PAZIENTE<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Supino. Feet first .Per il posizionamento della bobina vedere le specifiche tecnica della propria apparecchiatura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sez_pazienti\/esame_rm_PIEDE.png\" alt=\"esame_rm_PIEDE.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>CENTRATURA<\/strong>: generalmente al centro della bobina o Al centro della zona di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PIANI DI SCANSIONE<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto un po\u2019 di chiarezza su quali sono i piani coronali e quelli assiali:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20ax%20x%20ax.jpg\" alt=\"pied%20ax%20x%20ax.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p> ASSIALE<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20cor%20x%20cor.jpg\" alt=\"pied%20cor%20x%20cor.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p> CORONALE<\/p>\n\n\n\n<p>STUDIO DEI METATARSI<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle indicazioni che vengono date, si fa riferimento ad una sindrome dolorosa generalizzata e pertanto si considera il 3\u00b0 raggio come il giusto compromesso per quanto riguarda le obliquit\u00e0 dei piani. Se la sindrome dolorosa riguarda sicuramente un altro metatarso \u00e8 consigliabile adattare le obliquit\u00e0 agli assi principali di quel metatarso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scansioni assiali sono in numero variabile a seconda della sequenza e dello spessore utilizzato, di solito da 10 a 16; il primo strato \u00e8 posizionato superiormente al margine superiore del piede e l\u2019ultimo inferiormente alla zona cutanea plantare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio assiale verificare che la scansione copra l\u2019area di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio coronale gli strati possono avere un obliquit\u00e0 variabile: se si deve studiare la zona delle dita o della testa dei metatarsi l\u2019obliquit\u00e0 seguir\u00e0 parallelamente una linea passante per le teste dei metatarsi; se si deve studiare la parte pi\u00f9 posteriore allora \u00e8 indicata una maggiore obliquit\u00e0 sempre parallela ad una linea passante per tutti i metatarsi. Deve essere verificata la posizione in RL, il centro di solito \u00e8 a livello del 3\u00b0metatarso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio sagittale gli strati devono avere un obliquit\u00e0 parallela all\u2019asse lungo del metatarso che pi\u00f9 probabilmente \u00e8 implicato nella sindrome dolorosa e deve essere verificata la posizione in AP, il centro del pacchetto \u00e8 indicativamente a livello della porzione medio-distale del metatarso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pie%20sag%20x%20ax.jpg\" alt=\"pie%20sag%20x%20ax.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20cor%20x%20ax.jpg\" alt=\"pied%20cor%20x%20ax.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20ax%20x%20ax.jpg\" alt=\"pied%20ax%20x%20ax.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le scansioni coronali, in numero da 16 a 24 a seconda dello spessore utilizzato; il primo strato \u00e8 posizionato a livello delle dita dei piedi e l\u2019ultimo a livello del margine anteriore dell\u2019astragalo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio assiale gli strati devono essere perpendicolari all\u2019asse maggiore del 3\u00b0metatarso e deve essere verificata la posizione in RL , di solito il centro del pacchetto si trova alla met\u00e0 del terzo metatarso. .<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio coronale verificare che la scansione copra l\u2019area di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio sagittale gli strati devono essere perpendicolari all\u2019asse lungo del terzo metatarso e deve essere verificata la posizione in SI di solito il centro del pacchetto si trova alla met\u00e0 del terzo metatarso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20sag%20x%20cor.jpg\" alt=\"pied%20sag%20x%20cor.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20cor%20x%20cor.jpg\" alt=\"pied%20cor%20x%20cor.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20ax%20x%20cor.jpg\" alt=\"pied%20ax%20x%20cor.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le scansioni sagittali in numero da 18 a 24 a seconda dello spessore utilizzato; il primo strato \u00e8 posizionato a destra del margine destro del piede e l\u2019ultimo a sinistra del margine sinistro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio assiale gli strati devono seguire l\u2019asse lungo del metatarso implicato nella sindrome dolorosa. Deve essere verificata la posizione in AP (il centro al centro del 3\u00b0metatarso) e la copertura degli strati in RL.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio coronale devono seguire una linea immaginaria dell\u2019asse di raggio del metatarso implicato nella sindrome dolorosa ; deve essere verificata la posizione in SI e la copertura degli strati in RL (il centro al centro del 3\u00b0metatarso).<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio sagittale verificare che la scansione copra l\u2019area di interesse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20ax%20x%20sag3.jpg\" alt=\"pied%20ax%20x%20sag3.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20ax%20x%20sag2.jpg\" alt=\"pied%20ax%20x%20sag2.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20ax%20x%20sag1.jpg\" alt=\"pied%20ax%20x%20sag1.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20sag%20x%20sag.jpg\" alt=\"pied%20sag%20x%20sag.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/pied%20cor%20x%20sag.jpg\" alt=\"pied%20cor%20x%20sag.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>DECODIFICA DI FASE<\/strong> dei piani di scansione e posizionamento presaturazioni<\/p>\n\n\n\n<p>I riferimenti dati si intendono con il piede in posizione verticale, con la parte posteriore del tallone appoggiata al lettino. Nel caso si utilizzi una posizione diversa (ad es. ginocchio semiflesso e pianta del piede appoggiata al lettino) si devono riadattare le direzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati pi\u00f9 accurati si ottengono con queste impostazioni:<\/p>\n\n\n\n<p>Sagittale: direzione della fase SI, eventuale presaturazione posteriore.<\/p>\n\n\n\n<p>Coronale: direzione della fase SI, eventuale presaturazione posteriore.<\/p>\n\n\n\n<p>Assiale: direzione della fase RL, eventuale persaturazione posteriore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CARATTERISTICHE DELLE SEQUENZE<\/strong> (vedi anche caratteristiche generiche delle sequenze+link):<\/p>\n\n\n\n<p>SE o TSE T1: molto utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto. Ottima valutazione delle strutture ossee. Alta sensibilit\u00e0 per le emorragie intraparenchimali subacute.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: artefatto da magic angle. Basso contrasto dei parenchimi.<\/p>\n\n\n\n<p>SE o TSE T1 con soppressione del grasso<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: utile per valutare le eventuali strutture grassose. Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi. Alcuni artefatti da soppressione del grasso soprattutto a livello delle dita a causa delle dimensioni limitate della parte anatomica.<\/p>\n\n\n\n<p>TSE T2:<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi:. Poco soggetta ad artefatti da metalli. Pochi artefatti da pulsazione. Buona visualizzazione delle strutture arteriose e venose.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: bassa sensibilit\u00e0 alle lesioni ossee.<\/p>\n\n\n\n<p>TSE T2 FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: buona sensibilit\u00e0 alle lesioni ossee.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: Alcuni artefatti da soppressione del grasso soprattutto a livello delle dita a causa delle dimensioni limitate della parte anatomica.<\/p>\n\n\n\n<p>TSE DP FAT SAT:<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: alta risoluzione. Buona sensibilit\u00e0 alle lesioni legamentose.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: Meno sensibile della STIR alle lesioni ossee. Alcuni artefatti da soppressione del grasso soprattutto a livello delle dita a causa delle dimensioni limitate della parte anatomica. Molto soggetta ad artefatti da metalli.<\/p>\n\n\n\n<p>STIR T2: molto utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Buone informazioni delle strutture circondate da grasso. Ottima valutazione delle strutture ossee.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: Risoluzioni non elevate.<\/p>\n\n\n\n<p>GRE T1:<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Ottimo dettaglio a livello osseo anche se la sensibilit\u00e0 alle lesioni \u00e8 inferiore alle TSE. Artefatti da pulsazione molto limitati, anche dopo contrasto. Breve tempo di acquisizione. Buono studio della cartilagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi e a livello osseo.<\/p>\n\n\n\n<p>GRE T2*: poco utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Alta sensibilit\u00e0 alle lesioni legamentose. Alta sensibilit\u00e0 per le lesioni emorragiche. Alta sensibilit\u00e0 alle calcificazioni. Buono studio della cartilagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: bassa sensibilit\u00e0 alle lesioni ossee.<\/p>\n\n\n\n<p>GRE T2 o T1 3D FAT SAT: le sequenze possono avere caratteristiche e nomi diverse a seconda delle case costruttrici.<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: ottimo studio della cartilagine articolare<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: poco contrasto per le strutture rimanenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PROTOCOLLI DI STUDIO<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Studio standard:<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le sequenze dei protocolli di base hanno scansioni da 2 a 3,5 mm<\/p>\n\n\n\n<p>COR STIR<\/p>\n\n\n\n<p>SAG DP FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>AX STIR<\/p>\n\n\n\n<p>COR O SAG TSE T1 a seconda del piano che dimostra meglio il problema<\/p>\n\n\n\n<p>Studio neuroma di morton: di seguito le coronali specifiche per il neuroma di Morton<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/piede\/morton%20sag.jpg\" alt=\"morton%20sag.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>COR STIR<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1 FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>Somministrazione di mdc (fare la coronale fs come seconda sequenza dopo mdc, perch\u00e9 la vascolarizzazione a livello del piede \u00e8 pi\u00f9 rallentata)<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE T1 FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1 FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso si notasse che la patologia era diversa dal neuroma di morton, \u00e8 possibile completare l\u2019esame con una SAG TSE T1 Fat Sat<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La struttura del piede, a causa dei suoi assi sempre variabili e discontinui) non consente la creazione di un protocollo standard per uno studio generale di tutto il piede. 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