{"id":188,"date":"2015-10-31T14:00:47","date_gmt":"2015-10-31T13:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=188"},"modified":"2020-12-26T08:32:07","modified_gmt":"2020-12-26T07:32:07","slug":"rm-spalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/rm-spalla\/","title":{"rendered":"RM Spalla"},"content":{"rendered":"\n<p>Per lo studio della spalla in risonanza magnetica abbiamo scritto un piccolo <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Spalla-Risonanza-Magnetica-Tecnico-Radiologia\/dp\/197381868X\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">libro<\/a> che tratta nel dettaglio gli argomenti tecnici<\/p>\n\n\n\n<p><strong>QUESTIONARIO CLINICO<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Interventi chirurgici alla spalla o a parti anatomiche limitrofe?<\/p>\n\n\n\n<p>Traumi?<\/p>\n\n\n\n<p>Lussazioni? Quante? In che sede?<\/p>\n\n\n\n<p>Qual&#8217;\u00e8 il motivo specifico per cui viene eseguito l&#8217;esame?<\/p>\n\n\n\n<p>Instabilit\u00e0?<br><\/p>\n\n\n\n<p>Sensazione di sfregamento intraarticolare?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREPARAZIONE DEL PAZIENTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna preparazione particolare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BOBINE UTILIZZATE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se disponibile la bobina phased array dedicata, in alternativa la bobina flex.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>POSIZIONAMENTO DEL PAZIENTE <\/strong>Supino. Head first. E&#8217; necessario posizionare la spalla interessata il pi\u00f9 possibile verso il centro del magnete. Il paziente deve essere in una posizione comoda (la spalla \u00e8 un esame molto soggetto ad artefatti da movimento volontario), \u00e8 consigliabile comunque che il braccio non sia intraruotato ma almeno in posizione neutra (in modo da distendere il sottoscapolare). Per il posizionamento della bobina vedere le specifiche tecnica della propria apparecchiatura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CENTRATURA<\/strong> generalmente al centro della bobina o a livellodella testa dell&#8217;omero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sez_pazienti\/esame_rm_SPALLA.png\" alt=\"esame_rm_SPALLA.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>PIANI DI SCANSIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>PREMESSA: attenzione! a causa dell&#8217;inclinazone anatomica che ha la spalla sul piano assiale, si \u00e8 costretti a posizionare le scansioni coronali e sagittali con delle obliquit\u00e0 variabili intorno ai 45\u00b0 rispetto ai principali assi di default della macchina (e delle coordinate spaziali standard). Superando questo valore questo valore critico potrebbe causare delle variazioni indesiderate a livello dell&#8217;impostazione di base dei parametri, in particolare in quello della direzione decodifica della fase.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Esempio: immaginiamo di aver impostato una scansione coronale perfetta (ad angolo 0\u00b0), con fase RL. Per posizionarla in coronale lungo l&#8217;asse omero-scapolare \u00e8 necessario inclinarla: fino a che l&#8217;angolo di obliquit\u00e0 non supera i 45\u00b0 la scansione continuer\u00e0 ad essere riconosciuta come una &#8220;coronale&#8221; e con fase RL; se si dovesse superare l&#8217;angolo di 45\u00b0 la scansione verrebbe riconosciuta come una &#8220;sagittale&#8221; e con codifica di fase AP.Questo non comporta problemi ma pu\u00f2 essere causa diinterpretazioni tecniche errate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/angoli.jpg\" alt=\"angoli.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le scansioni assiali sono in numero variabile a seconda della sequenza e dello spessore utilizzato; il primo strato \u00e8 posizionato a livello del margine superiore dell&#8217;articolazione acromion-clavicolare e l\u2019ultimo inferiormente al margine inferiore della glena scapolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio assiale verificare che la scansione copra l\u2019area di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio coronale gli strati devono essere perpendicolari ad una linea passante per l\u2019asse lungo dell&#8217;omero, e deve essere verificata la posizione in RL .<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio sagittale l&#8217;inclinazione pu\u00f2 essere variabile: di solito si tende a tagliare perpendicolarmente l&#8217;asse lungo dell&#8217;omero o comunque un asse intermedio tra le obliquit\u00e0 dei muscoli della CDR. Deve essere verificata la posizione in AP .<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20AX%20X%20AX.png\" alt=\"SPALLA%20AX%20X%20AX.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20COR%20X%20AX.png\" alt=\"SPALLA%20COR%20X%20AX.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20SAG%20X%20AX.png\" alt=\"SPALLA%20SAG%20X%20AX.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle scansioni assiali si ha una buona visualizzazione di:T.sottoscapolare, T.Sottospinato, Capo lungo del bicipide,glena scapolare, labbri glenoidei ant e post, art.acromion-clavicolare, coracoide, corpo della scapola, testa dell&#8217;omero.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scansioni coronali, in numero da 16 a 20 a seconda dello spessore utilizzato; il primo strato \u00e8 posizionato anteriormente al m.sottoscapolare e l\u2019ultimo posteriormente al m.sottospinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio assiale gli strati devono essere paralleli ad una linea che segue il decorso del corpo della scapola e passante al centro della testa dell&#8217;omero; e deve essere verificata la posizione in RL .<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio coronale verificare che la scansione copra l\u2019area di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio sagittale l&#8217;inclinazione pu\u00f2 essere variabile: di solito si tende a seguire parallelamente l&#8217;asse lungo dell&#8217;omero o comunque un asse intermedio tra le obliquit\u00e0 dei muscoli della CDR; e deve essere verificata la posizione in SI .<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20AX%20X%20COR.png\" alt=\"SPALLA%20AX%20X%20COR.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20COR%20X%20COR.png\" alt=\"SPALLA%20COR%20X%20COR.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20SAG%20X%20COR.png\" alt=\"SPALLA%20SAG%20X%20COR.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle scansioni coronali si ha una buona visualizzazione di: sovraspinato, art. acromion clavicolare, glena scapolare, labbri glenoidei sup e inf, testa dell&#8217;omero med e lat.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scansioni sagittali in numero da 18 a 24 a seconda dello spessore utilizzato; il primo strato \u00e8 posizionato a livello del muscolo deltoide esternamente al margine laterale della testa dell&#8217;omero e l&#8217;ultimo 2-3 cm medialmente alla glena scapolare (\u00e8 comunque un repere soggettivo)<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio assiale gli strati devono essere perpendicolari ad una linea che segue il decorso del corpo della scapola e passante al centro della testa dell&#8217;omero; deve essere verificata la posizione in AP.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio coronale li strati devono essere paralleli ad una linea passante per l\u2019asse lungo dell&#8217;omero e deve essere verificata la posizione in S.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul reperaggio sagittale verificare che la scansione copra l\u2019area di interesse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20COR%20X%20SAG.png\" alt=\"SPALLA%20COR%20X%20SAG.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20AX%20X%20SAG.png\" alt=\"SPALLA%20AX%20X%20SAG.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20SAG%20X%20SAG.png\" alt=\"SPALLA%20SAG%20X%20SAG.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle scansioni sagittali si ha una buona visualizzazione di: punti di insersione dei tendini della cuffia, acromion-clavicolare, testa dell&#8217;omero ant e post, coracoide.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 succedere di dover studiare in modo specifico le seguenti strutture:<\/p>\n\n\n\n<p>-Artic. Acromion-Clavicolare<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20AX%20X%20AC.png\" alt=\"SPALLA%20AX%20X%20AC.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20COR%20X%20AX%20AC.png\" alt=\"SPALLA%20COR%20X%20AX%20AC.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20SAG%20X%20AC.png\" alt=\"SPALLA%20SAG%20X%20AC.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>-Coracoide e inserzione del capo corto del bicipite<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20AX%20X%20CORAC.png\" alt=\"SPALLA%20AX%20X%20CORAC.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>-Inserzione del capo lungo del bicipide (ricerca di SLAP).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/protocolli\/spalla\/SPALLA%20AX%20X%20slap.png\" alt=\"SPALLA%20AX%20X%20slap.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>DECODIFICA DI FASE E PRESATURAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I risultati pi\u00f9 accurati si ottengono con queste impostazioni:<\/p>\n\n\n\n<p>Coronale: la scelta non \u00e8 obbligatoria: direzione della fase RL (preferita) o SI. Nessuna saturazione necessaria se si usa l&#8217;opzione di antiribaltamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sagittale: la scelta non \u00e8 obbligatoria: direzione della fase AP (preferita) o SI. Nessuna saturazione necessaria se si usa l&#8217;opzione di antiribaltamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Assiale: rigorosamente direzione della fase AP. Eventualmente utile una saturazione sagittale posizionata medialmente al pacchetto di strati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CARATTERISTICHE DELLE SEQUENZE<\/strong> (vedi anche caratteristiche generiche delle sequenze):<\/p>\n\n\n\n<p>SE o TSE T1: molto utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto. Ottima valutazione delle strutture ossee. Alta sensibilit\u00e0 per le emorragie intraparenchimali subacut. Buon dettaglio a livello dei labbri glenoidei.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: artefatto da magic angle, molto importante a livello dell&#8217;inserzione del t.sovraspinato. Basso contrasto dei parenchimi.<\/p>\n\n\n\n<p>SE o TSE T1 con soppressione del grasso: poco utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: utile per valutare le eventuali strutture grassose. Utile in Artro-RM.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi.<\/p>\n\n\n\n<p>TSE T2:<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi:. Poco soggetta ad artefatti da metalli. Pochi artefatti da pulsazione. Buona visualizzazione delle strutture arteriose e venose. Poco soggetta all&#8217;artefatto da Magic Angle<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: bassa sensibilit\u00e0 alle lesioni ossee. Poco sensibile alle tendiniti di basso-medio grado.<\/p>\n\n\n\n<p>TSE T2 FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: buona sensibilit\u00e0 alle lesioni ossee.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: Poco sensibile alle tendiniti di basso-medio grado.<\/p>\n\n\n\n<p>TSE DP FAT SAT: molto utilizzata. E\u2019 la sequenza che da pi\u00f9 informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: alta risoluzione. Ottima valutazione delle strutture ossee, dei tendini e dei labbri glenoidei. Buona sensibilit\u00e0 alle lesioni legamentose.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: molto soggetta ad artefatti da metalli. Meno sensibile della STIR alle lesioni intramuscolari.<\/p>\n\n\n\n<p>STIR T2: molto utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Buone informazioni delle strutture circondate da grasso. Ottima valutazione delle strutture ossee. Ottima visualizzazione delle lesioni intramuscolari intratendinee e intralegamentose<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: Risoluzioni non elevate. Molto soggetta ad artefatti da pulsazione sanguigna.<\/p>\n\n\n\n<p>GRE T1:<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Ottimo dettaglio a livello osseo (anche se la sensibilit\u00e0 alle lesioni \u00e8 inferiore alle TSE. Artefatti da pulsazione molto limitati, anche dopo contrasto. Breve tempo di acquisizione. Buono studio della cartilagine. Se eseguita con saturazione del grasso \u00e8 molto utile nell&#8217;Artro-RM<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi.<\/p>\n\n\n\n<p>GRE T2*: molto utilizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: Alta sensibilit\u00e0 per le lesioni emorragiche. Alta sensibilit\u00e0 alle calcificazioni. Buono studio della cartilagine e dei labbri glenoidei.<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: bassa sensibilit\u00e0 alle lesioni ossee. Artefatto da magic angle molto elevato (frequenti falsi positivi all&#8217;inserzione del t.sovraspinato)<\/p>\n\n\n\n<p>GRE T2 o T1 3D FAT SAT: le sequenze possono avere caratteristiche e nomi diverse a seconda delle case costruttrici.<\/p>\n\n\n\n<p>Vantaggi: ottimo studio della cartilagine articolare. Le T1 sono molto utili nell&#8217;Artro RM<\/p>\n\n\n\n<p>Svantaggi: poco contrasto per le strutture rimanenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PROTOCOLLI DI STUDIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le indicazioni date nel protocollo di studio non sono delle indicazioni assolute, ma semplicemente una guida indicativa. Sono comunque concepiti per fornire il miglior rapporto completezza diagnostica\/tempo. Ogni sequenza aggiuntiva potr\u00e0 aggiungere ulteriori informazioni diagnostiche. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le sequenze dei protocolli di base hanno scansioni da 2,5 a 4 mm<\/p>\n\n\n\n<p>Studio standard:<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE DP FS<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE DP FS<\/p>\n\n\n\n<p>SAG TSE T2<\/p>\n\n\n\n<p>Studio instabilit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE DP FS<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE DP FS<\/p>\n\n\n\n<p>SAG TSE T2<\/p>\n\n\n\n<p>AX 3D GRE T2* (possibile a strato sottile 1mm)<\/p>\n\n\n\n<p>Ricerca microdepositi calcifici:<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungere al protocollo una COR GRE T2*<\/p>\n\n\n\n<p>Studio standard in presenza di metalli: <\/p>\n\n\n\n<p>COR STIR<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE T1 (indispensabile solo se sospetta patologia ossea a carico dei bordi ant e post della testa dell&#8217;omero e della glenoide.)<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE T2<\/p>\n\n\n\n<p>SAG TSE T2<\/p>\n\n\n\n<p>Sospetta patologia tumorale (i piani devono essere adattati alla morfologia della lesione)<\/p>\n\n\n\n<p>COR STIR<\/p>\n\n\n\n<p>SAG TSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>AX TSE T2<\/p>\n\n\n\n<p>Somministrazione endovenosa di mdc<\/p>\n\n\n\n<p>3 piani dello spazio TSE T1 FAT SAT<\/p>\n\n\n\n<p>ARTRO-RM<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;artro-Rm ha un impiego limitato perch\u00e8 invasivo ma \u00e8 un esame molto specifico e sensibile per i determinate patologie: lesione del labbro glenoideo, lesioni cartilaginee, SLAP, lesioni legamentose di bassa entit\u00e0 non dimostrate all&#8217;esame di base, rottura della capsula.<\/p>\n\n\n\n<p>Tecnicamente ha molte differenze dall&#8217;esame standard. Il mdc standard deve essere diluito al 0,4%-0,8% in soluzione fisiologica (con eventuale aggiunta del 10% di lidocaina e se necessario 15%mdc iodato per la puntura sotto scopia). Si iniettano circa 8-12cc del preparato. L&#8217;esame deve essere eseguito nei 30 min che seguono. <em>ATTENZIONE: una concentrazione troppo elevata di gadolinio potrebbe creare un artefatto da iper-concentrazionee il contrasto risulterebbeNERO in tutte le sequenze con nessuna informazione diagnostica. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>PROTOCOLLO ARTRO RM<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE DP FatSuppr<\/p>\n\n\n\n<p>COR TSE T1 FatSuppr (strato sottile) (oppure gre T1 3D FatSupp)<\/p>\n\n\n\n<p>SAG TSE T1 FatSuppr<\/p>\n\n\n\n<p>AX gre T1 3D FatSuppr (per lo studio specifico della cartilagine)<\/p>\n\n\n\n<p>ARTRO RM INDIRETTA<\/p>\n\n\n\n<p>Sfrutta le caratteristiche iperemiche dei tessuti. Si esegue l&#8217;iniezione endovenosa di Gadolinio (eventualmente in doppia dose). Il paziente deve mobilizzare la spalla (anche se dolorosa) per circa 30 min, in modo da creare una situazione simil-infiammatoria della sinoviale. Dopo 30 min viene eseguito l&#8217;esame, con lo stesso protocollo d&#8217;esame dell&#8217;Artro-RM,con preferenza alle TSE T1 fat sat piuttosto che alle T13D Fat sat (le ultime meno sensibili al mdc)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per lo studio della spalla in risonanza magnetica abbiamo scritto un piccolo libro che tratta nel dettaglio gli argomenti tecnici QUESTIONARIO CLINICO Interventi chirurgici alla spalla o a parti anatomiche limitrofe? Traumi? Lussazioni? Quante? In che sede? Qual&#8217;\u00e8 il motivo specifico per cui viene eseguito l&#8217;esame? Instabilit\u00e0? Sensazione di sfregamento intraarticolare? 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