{"id":246,"date":"2013-10-02T18:20:57","date_gmt":"2013-10-02T16:20:57","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=246"},"modified":"2019-10-31T18:32:28","modified_gmt":"2019-10-31T17:32:28","slug":"il-concetto-di-localizzatore-in-rm-a-tunnel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/il-concetto-di-localizzatore-in-rm-a-tunnel\/","title":{"rendered":"Il concetto di Localizzatore in RM a tunnel"},"content":{"rendered":"\n<p>Per chi non svolge una pratica assidua nel reparto RM, il concetto di\n Localizzatore pu\u00f2 essere poco chiaro o comunque difficile interpretare \nin alcuni aspetti specificatamente teorici. Ma il concetto che deve \nessere colto, alla fine, \u00e8 relativamente semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza quando viene svolto un esame RM, \u00e8 necessario poter avere una serie di immagini iniziali di base che permettano di <strong>posizionare<\/strong> poi le scansioni vere e proprie.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le <strong>caratteristiche importanti<\/strong> delle sequenze di localizzazione bisogna sicuramente elencare:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>devono essere Brevi, per non portare via tempo prezioso al resto dell&#8217;esame.<br><\/li><li>devono permettere all&#8217;operatore di visualizzare la parte anatomica \nnel suo insieme e devono consentire l&#8217;individuazione dei principali \nreperi anatomici.<br><\/li><li>sono generalmente composte da almeno 1 strato in un piano dello \nspazio neutro, anche se solitamente hanno 3-5 strati per ciascuno dei \ntre piani neutri dello spazio<br><\/li><li>generalmente non ha una ponderazione specifica, ma \u00e8 eseguito con asquisizioni superveloci e ponderazioni miste.<br><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Questa la definizione generica. Ma \u00e8 importante sapere che ogni \nlocalizzatore ha delle caratteristiche specifiche, mi riferisco ai \nparametri di posizionamento, che possono a priori far capire \nall&#8217;operatore quale sar\u00e0 il risultato alla fine della sequenza. Possiamo\n tranquillamente considerare che, nella maggior parte dei localizzatori,\n ci interessano esclusivamente i parametri geometrici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi parametri di posizionamento sono dei valori numerici che, a \nseconda dell&#8217;apparecchiatura, possono essere assoluti oppure essere \nmisurati in cm o mm se sono delle distanze, oppure in gradi se sono \ndelle inclinazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vediamo l&#8217;elenco dei parametri pi\u00f9 importanti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul><li>numero di pacchetti<br><\/li><li>piano anatomico di orientazione di ciascun pacchetto (assiale, sagittale o coronale)<br><\/li><li>numero di strati per ciascun pacchetto<br><\/li><li>tre coordinate cartesiane (x, y, z) per il posizionamento del punto \ncentrale del pacchetto (un gruppo di coordinate per ciascun pacchetto)<br><\/li><li>tre valori angolari  di ciascun pacchetto per definire l&#8217;eventuale obliquit\u00e0 nei tre piani dello spazio di ciscuno di essi.<br><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>E&#8217; importante specificare il punto 0 (zero) lungo il senso di \nsviluppo dell&#8217;asse Z (l&#8217;asse della lunghezza del tunnel) viene definito \nsul paziente dall&#8217;operatore al momento in cui con il laser attivo verr\u00e0 \npremuto il pulsante e quindi definita la centratura (che sar\u00e0 quindi il \npunto 0): ovviamente il paziente poi verr\u00e0 traslato nell&#8217;asse Z per \nportare il punto 0 al centro del magnete. Le altre due coordinato invece\n sono fisse e corrispondenti alle due linee centrali del campo nel senso\n della larghezza del tunnel (asse X) e nel senso dell&#8217;altezza (asse Y). \nUna cosa che invece pare meno chiara \u00e8 che i valori delle stesse saranno\n relativi al paziente, e quindi dipendenti dalla posizione dello stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per poter spiegare questo concetto saranno necessari alcuni esempi \ncomparativi, in modo da fare notare con pi\u00f9 facilit\u00e0 le minime \ndifferenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo ad esempio il sistema Philips. Facciamo riferimento sempre \nad un unico punto, che poi rappresenta per esempio il centro preciso dei\n due assi carteziani centrali del piano. Loro utilizzano valori positivi\n nel piano Z quando si sale verso Head del paziente, mentre valori \nnegativi scendendo verso i piedi. Stranamente poi per l&#8217;asse Y, \nutilizzano valori positivi per i punti posteriori al punto zero, mentre \nutilizzano valori negativi per i punti anteriori al punto 0. Per il \npiano X, usano a destra valori negativi, e a sinistra positivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo quindi di aver centrato un paziente di taglia media a \nlivello delle creste iliache, e voler andare ad acquisire un piano \ncoronale puro di centratura automaticamente. (il FOV non ha influenza \ndiretta nel nostro ragionamento ma immaginamo un FOV di 400mm)<\/p>\n\n\n\n<p>Impostando:<\/p>\n\n\n\n<p>Z= 0<\/p>\n\n\n\n<p>X= 0<\/p>\n\n\n\n<p>Y= 0<\/p>\n\n\n\n<p>e nessuna angolazione ovviamente,   otterremo come risultato un piano\n coronale che comprender\u00e0 un campo di vista fino a met\u00e0 fegato e fino \nindicativamente alle anche, simmetrico lateralmente destra sinistra, e \ncon una posizione di strato probabilmente poco anteriore alla colonna \nlombare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-22691300-1368013089.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-22691300-1368013089_thumb.jpg\" alt=\"blogentry-1401-0-22691300-1368013089_thu\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Cambiando i parametri in:<\/p>\n\n\n\n<p>Z= +100mm<\/p>\n\n\n\n<p>X=  &#8211; 80mm<\/p>\n\n\n\n<p>Y=  +50mm<\/p>\n\n\n\n<p>il pacchetto rimarr\u00e0 sempre coronale puro (perch\u00e8 non abbiamo parlato\n di angolazioni) ma sar\u00e0 sopostato pi\u00f9 cranialmente e quindi non vedremo\n pi\u00f9 le anche, decentrato a destra, e pi\u00f9 posteriore in questo modo \nvedremo meglio la colonna lombare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-10201800-1368013097.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-10201800-1368013097_thumb.jpg\" alt=\"blogentry-1401-0-10201800-1368013097_thu\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La consapevolezza che il posizionamento possa essere fatto anche in \nmaniera teorica e non solo manuale, andando a modificare manualmente i \nparametri numerici della posizione degli strati,  a mio parere \u00e8 \nfondamentale per la tranquillit\u00e0 dell&#8217;operatore, che pu\u00f2 essere sicuro \ndi avere il maggior controllo possibile sulle impostazioni. Mi \u00e8 gi\u00e0 \ncapitato di aprire delle sequenze e non veder comparire gli strati \nsull&#8217;immagine, perch\u00e8 completamente fuori campo (anche diminuendo al \nminimo l&#8217;ingrandimento): bh\u00e8 in questo caso pu\u00f2 essere utilissimo andare\n a richiamare sequenza direttamente tramite i valori numerici.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre applicazioni potrebbero essere per esempio la ripetizione di \npi\u00f9 sequenze con posizione differente nell&#8217;asse Z ma che devono \nmantenere lo stesso centro negli altri due assi (per esempio \nprogrammazione di protesi del ginocchio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi non svolge una pratica assidua nel reparto RM, il concetto di Localizzatore pu\u00f2 essere poco chiaro o comunque difficile interpretare in alcuni aspetti specificatamente teorici. Ma il concetto che deve essere colto, alla fine, \u00e8 relativamente semplice. 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