{"id":303,"date":"2019-11-23T15:31:17","date_gmt":"2019-11-23T14:31:17","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=303"},"modified":"2020-12-26T13:21:06","modified_gmt":"2020-12-26T12:21:06","slug":"protocollo-rm-di-studio-della-spalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/protocollo-rm-di-studio-della-spalla\/","title":{"rendered":"PROTOCOLLO RM DI STUDIO DELLA SPALLA"},"content":{"rendered":"\n<p><em>QUESTO TESTO E&#8217; UN ESTRATTO DEL LIBRO DISPONIBILE SU AMAZON:<\/em><\/p>\n\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" type=\"text\/html\" allowfullscreen=\"\" style=\"max-width:100%\" src=\"https:\/\/leggi.amazon.it\/kp\/card?asin=B0745C18KM&amp;preview=newtab&amp;linkCode=kpe&amp;ref_=cm_sw_r_kb_dp_Rgu2Db68R163A\" width=\"250\" height=\"418\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\n\n\n<p>L&#8217;approccio\nalla programmazione tecnica delle sequenze deve basarsi sui concetti\ndi base analizzati per le differenti sequenze, ed adattarsi al\nquesito diagnostico specifico di ogni singolo caso. Ovviamente\nesistono situazioni tipiche che si verificano con maggior frequenza\n(traumi, dolori cronici, lussazioni, sindromi infettive) , per le\nquali esistono linee di protocolli relativamente standardizzati.\nAltre situazioni invece vanno affrontate con maggior elasticit\u00e0\nperch\u00e9 caratterizzate da lesioni con aspetto, sede e forma\ntotalmente variabili, nello specifico le lesioni espansive di tipo\ntumorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima\ndi analizzare i possibili protocolli una doverosa premessa: pi\u00f9 tipi\ndifferenti di sequenze vengono acquisite e pi\u00f9 piani vengono\neffettuati e pi\u00f9 il materiale iconografico sar\u00e0 completo: purtroppo\nper\u00f2 esistono sempre limiti di tempo, di costi e di comfort del\npaziente, \u00e8 necessario quindi cercare un buon compromesso quello che\nsi desidera e quello che \u00e8 realmente ottenibile in termini pratici.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra\npremessa \u00e8 che i protocolli proposti sono disponibili\nprevalentemente su apparecchiature moderne e ad alte prestazioni che\nconsentono risultati di qualit\u00e0 sulle sequenze in questione. Non \u00e8\npossibile proporre protocolli adatti a tutte le apparecchiature\nancora attualmente in funzione, verranno proposte solo delle\nalternative per le macchine a basso campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncaso pi\u00f9 comune \u00e8 quello di tipo traumatico e o degenerativo: le\nsequenze TSE T1 forniscono un ottimo dettaglio sulle strutture ossee\nmentre le TSE T2 (DP) con soppressione del grasso offrono ottime\ninformazioni generiche sia sull&#8217;osso che sui tendini legamenti e\nmuscoli. Vengono quindi effettuati i tre piani in DP con soppressione\ndel grasso, con 1-2 piani aggiuntivi in TSE T1: un piano\nsostanzialmente indispensabile in T1 \u00e8 quello sagittale, che\npermette di valutare il trofismo dei muscoli della cuffia dei\nrotatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Se\nle sequenze DP\/T2 con saturazione spettrale del grasso presentano\nproblemi di omegeneit\u00e0 nella saturazione (pi\u00f9 frequente nel piano\ncoronale) \u00e8 possibile optare per le ponderazioni STIR.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nparticolarit\u00e0 della spalla \u00e8 la presenza del classico artefatto da\nmagic angle, un iperintensit\u00e0 \u201cspontanea\u201dsul tratto curvo\npreinserzionale del tendine del sovraspinato, che simula una\nsofferenza, pi\u00f9 evidente nelle sequenze GRE o nelle TSE con TE corto\n(le T1 e le DP). Per limitare l&#8217;artefatto \u00e8 possibile utilizzare\nsequenze con TE pi\u00f9 lungo, le TSE T2.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nsequenze GRE T2  (pi\u00f9 frequentemente in coronale) vengono utilizzate\nper mettere in evidenza le calcificazioni di tipo artrosico (vedi\nsovraspinato e confitto subacromiale).<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nsequenze GRE T1 sono utilizzate con meno frequenza, generalmente\nquando necessario uno studio di dettagli dell&#8217;osso o per sequenze 3D.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PROTOCOLLO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Coronale\nTSE DP  (T2)  sat grasso oppure STIR<\/p>\n\n\n\n<p>Sagittale\nTSE DP (T2) sat grasso<\/p>\n\n\n\n<p>Assiale\nTSE DP  (T2)  sat grasso<\/p>\n\n\n\n<p>Sagittale\nTSE T1<\/p>\n\n\n\n<p>Assiale\nTSE T1 (e o coronale)<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nprotocollo utilizzato su macchine a basso campo vede una profonda\ntrasformazione dovuta all&#8217;assenza della saturazione spettrale. E&#8217;\npratica comune combinare le sequenze TSE (T1 e T2) con le GRE e\nsoprattutto le IR (ottenute con tecnica Spin Eco o Gradient Eco)<\/p>\n\n\n\n<p>In\ncaso di lussazione \u00e8 indicato andare ad integrare il protocollo\ngenerico con sequenze specifiche per lo studio della glena omerale.\nImportante conoscere il numero, la data e il meccanismo di\nlussazione, per capire quale zona della della glena potrebbe essere\nstata danneggiata. In particolare \u00e8 necessario optare per sequenze\ncon segnale specifico alle fibrocartilagini, le GRE T2* in una delle\nsue varianti (consultare le specifiche dell&#8217;apparecchiatura per\ncapire quali sono le sequenze disponibili e pi\u00f9 indicate). Questa\nsequenza dimostrer\u00e0 la glena con segnale marcatamente ipointenso e\nle eventuali lesioni con alterazioni della morfologia e con aspetto\npiu intenso.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nstudio viene eseguito prevalentemente in assiale, assiale lievemente\nruotato, oppure con sequenze radiali. Le sequenze radiali, se\nposizionate correttamente, sono in grado di studiare tutte le\nporzioni della glena sempre secondo il piano di taglio migliore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONSIGLIO 1<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli\nstudi standard \u00e8 abitudine eseguire prima gli strati coronali e\nsuccessivamente gli altri.  Alcuni operatori per\u00f2 seguono un metodo\ndifferente. Eseguono come prima la sequenza sagittale,  se possibile\nla T1 che \u00e8 la pi\u00f9 veloce, in modo da ottenere due principali\nvantaggi:<\/p>\n\n\n\n<p>a)\nla sequenza verr\u00e0 utilizzata per regolare in modo pi\u00f9 fine il\nposizionamento del successivo piano coronale, ottenuto il quale si\npotr\u00e0 infine posizionare quello assiale<\/p>\n\n\n\n<p>b)\nmeno problematiche per necessit\u00e0 di ripetizione nel caso questa\nprima sequenza risulti degradata da artefatti da\nmovimento\/respirazione perch\u00e9 solitamente \u00e8 la pi\u00f9 breve e la meno\nimportante per quanto riguarda i dettagli fini. Ovviamente \u00e8\nnecessario che l&#8217;operatore richiami subito il paziente per evitare\nproblemi analoghi nelle sequenze successive.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONSIGLIO 2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In\nconsiderazione del fatto che l&#8217;esame della spalla \u00e8 tra quelli in\ncui si manifestano maggiormente fenomeni di claustrofobia, \u00e8\nvivamente consigliato strutturare il protocollo in modo da ottenere\ntre sequenze diagnostiche nei tre piani dello spazio nella prima\nparte dell&#8217;esame. Questo consente di poter ottenere la diagnosi anche\nin caso di interruzione anticipata dell&#8217;esame.<\/p>\n\n\n\n<p>In\ncaso di patologia di tipo infettivo infiammatorio diffuso (infezioni,\nsinoviti, mieliti ecc\u2026) il protocollo di studio viene totalmente\nsconvolto. E&#8217; necessario innanzitutto utilizzare campi di vista ampi\nche coprano una porzione anatomica pi\u00f9 estesa. Anche lo spessore e\nil numero degli strati viene spesso  modificato per consentire una\ncopertura pi\u00f9 ampia. Sequenze d&#8217;elezione le TSE T1 basali, le STIR e\nle T1 dopo iniziezione di mezzo di contrasto con saturazione del\ngrasso.<\/p>\n\n\n\n<p>In\ncontesto tumorale, conosciuto o sospetto, le sequenze utilizzate\ndevono poter dimostrare una massa o un&#8217;infiltrazione di tipo\nsospetto, sia nel contesto dell&#8217;osso sia nel contesto dei tessuti\nmolli (quindi le TSE T1 basali e le STIR), ma contestualmente anche\ndimostrare la presenza di eventuali sanguinamenti (TSE T1 basale con\nsaturazione del grasso). Le strutture vasculo nervose hanno un\nmiglior dettaglio con le TSE T2 che consentono anche di\ncaratterizzare in modo pi\u00f9 tipico eventuali tessuti espansivi: nelle\nsequenze STIR, infatti, la parte carnosa solida di un processo\nespansivo pu\u00f2 avere lo stesso segnale iperintenso dell&#8217;edema\nassociato, creando problematiche di definizione topografica. Le\nsequenze DWI possono aiutare a definire la cellularit\u00e0 dei tessuti.\nIl mezzo di contrasto \u00e8 utilizzato molto frequentemente e, come\nsempre, se possibile messo in evidenza grazie alle sequenze T1 con\nsoppressione del grasso: \u00e8 sempre preferibile ottenere la stessa\nsequenza prima e dopo somministrazione di mezzo di contrasto, quindi\nT1 pre e T1 post oppure T1 fat sat pre e T1 fat sat post,  in modo da\npoter comparare il segnale in modo preciso ed accurato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTO TESTO E&#8217; UN ESTRATTO DEL LIBRO DISPONIBILE SU AMAZON: L&#8217;approccio alla programmazione tecnica delle sequenze deve basarsi sui concetti di base analizzati per le differenti sequenze, ed adattarsi al quesito diagnostico specifico di ogni singolo caso. Ovviamente esistono situazioni tipiche che si verificano con maggior frequenza (traumi, dolori cronici, lussazioni, sindromi infettive) , per&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":304,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[5,54],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303"}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":421,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions\/421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}