{"id":462,"date":"2013-02-04T22:42:00","date_gmt":"2013-02-04T21:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=462"},"modified":"2022-02-04T22:43:52","modified_gmt":"2022-02-04T21:43:52","slug":"studio-in-risonanza-magnetica-dellendometriosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/studio-in-risonanza-magnetica-dellendometriosi\/","title":{"rendered":"Studio in risonanza magnetica dell&#8217;Endometriosi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_2016_10\/blog-0595856001369656110.jpg.3dab1f27299123a262677be6a0e3c356.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_2016_10\/blog-0595856001369656110.thumb.jpg.343c24cf557d91c6d860781ba8690f16.jpg\" alt=\"blog-0595856001369656110.jpg\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando si parla di&nbsp;<strong>endometriosi<\/strong>, nello stesso tempo di deve parlare di&nbsp;<strong>RM<\/strong>, perch\u00e8 tra le indagini di secondo livello \u00e8 sicuramente quella pi\u00f9 utilizzata e con le maggiori potenzialit\u00e0. Ma non sempre i dati acquisiti contengono le informazioni corrette, a causa di un protocollo di studio non corretto. Approfittiamone per rivedere alcuni punti relativi alla patologia, focalizzando poi l&#8217;attenzione sulle sequenze pi\u00f9 importanti dello studio RM.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;endometriosi colpisce pi\u00f9 del 5% delle donne, ed \u00e8 causa di dolore pelvico e infertilit\u00e0 nel 50% dei casi. Incidenza di lesioni maligne nel contesto dell&#8217;endometriosi pu\u00f2 essere considerata anche fino all&#8217;1% dei casi. E&#8217; proprio per questa incidenza elevata che \u00e8 necessario eseguire lo studio in maniera accurata. L&#8217;esame \u00e8 ovviamente importante sia nella valutazione preoperatoria che in quella post operatoria, grazie alle caratteristiche tipiche della risonanza magnetica di valutare il segnale dei prodotti di degradazione dei sanguinamenti e delle localizzazioni atipiche dell&#8217;endometrio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto l&#8217;esame non \u00e8 irradiante, \u00e8 completo anche per la valutazione dell&#8217;osso e delle strutture muscolari e adipose.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aspetto pi\u00f9&nbsp;<strong>frequente<\/strong>&nbsp;delle lesioni endometriosiche \u00e8 di&nbsp;<strong>iperintensit\u00e0 spontanea T1<\/strong>&nbsp;(soprattutto con soppressione spettrale del grasso che permette di distinguerle dal tessuto adiposo anch&#8217;esso iperintenso) e da una&nbsp;<strong>marcata ipointensit\u00e0 T2<\/strong>&nbsp;soprattutto in periferia. Dopo mezzo di contrasto si pu\u00f2 notare un&nbsp;<strong>sottile enhancement periferico<\/strong>. Le caratteristiche tipiche dell&#8217;aspetto T2 hanno dato luogo al tipico appellativo di &#8220;cisti cioccolato&#8221; per il loro aspetto generalemente molto scuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i fattori pi\u00f9 comuni da ricordare nella valutazione dell&#8217;endometriosi ricordiamo la maggior frequenza a livello delle ovaie, la possibile presenza di aderenze pelviche o distorsione dell&#8217;anatomia soprattutto delle tube.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo esistono alcuni casi di degenerazione maligna di queste lesioni, ed \u00e8 quindi importante conoscerne le caratteristiche. Devono quindi essere ricercate dei noduli parietali delle lesioni, ispessimenti della capsula o perdita dei margini della stessa. La valutazione di questi segni \u00e8 sicuramente facilitata con l&#8217;acquisizione di<strong>&nbsp;immagini ad alta risoluzione spaziale<\/strong>&nbsp;e nel senso dello spessore (evitando quindi l&#8217;artefatto di volume parziale) e con l&#8217;aiuto delle sottrazioni di immagine tra le dopo e le pre contrasto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altro punto veramente importante dell&#8217;esame RM \u00e8 la possibilit\u00e0 di caratterizzare ulteriormente le lesioni sulla base delle caratteristiche di diffusivit\u00e0 del tessuto. In questo caso le sequenze di diffusione saranno di eestrema utilit\u00e0, anche con valutazione del coefficiente ADC. Da notare che spesso le cisti endometriosiche semplici possono restituire aspetti di bassa diffusivit\u00e0, pur non essendo in quadro di patologia maligna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-05717100-1369656044.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-05717100-1369656044_thumb.jpg\" alt=\"blogentry-1401-0-05717100-1369656044_thu\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Il protocollo che suggeriscono molti autori \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;<strong>Tre piani dello spazio in TSE T2&nbsp;<\/strong>senza saturazione del grasso, con dettaglio elevato, per poter caratterizzare da un punto di vista del segnale sia tutte le strutture dell&#8217;apparato riproduttivo femminile sia per poter valutare le strutture vascolari ed intestinali.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;<strong>Assiale TSE T1 senza la saturazione del grasso<\/strong>, per ponderazione complementare e valutazione del grasso e delle strutture ossee<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;<strong>Assiale TSE T1 con impulso di saturazione del grasso,<\/strong>&nbsp;che come tutti sappiamo \u00e8 la sequenza di riferimento per la rilevazione delle imperintensit\u00e0 T1 non fisiologiche (e quindi anche e soprattutto l&#8217;endometriosi)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;<strong>Sequenza di Diffusione con calcolo ADC<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;<strong>Assiale TSE T1 con impulso di saturazione del grasso dopo somministrazione di mezzo di contrasto<\/strong>, per valutare l&#8217;enhancement delle differenti strutture.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda le risoluzioni spaziali da raggiungere per le differenti sequenze, sicuramente bisognerebbe raggiungere i 0,7-0,85mm di lato pixel per le TSE T2, 0,8-0,9mm per le T1, 2-3mm per le diffusioni. Spessori consigliati massimo 4-5mm.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sequenze di diffusione possono essere acquisite sia con tecnica DWI spein eco, ma anche con tecnica IR (DWIBS). La prima tecnica assicura pi\u00f9 risoluzione spaziale e pi\u00f9 SNR ma \u00e8 a rischio di artefatti di saturazione del grasso. La scelta della tecnica deve essere condotta sulla base del rendimento della macchina RM.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fondamentale nello studio dei&nbsp;<\/strong><strong>noduli adiacenti alle strutture iperintense T1<\/strong><strong>, l&#8217;esecuzione di sequenze T1 con soppressione del grasso pre e post contrasto in modo da poter effettuare una sottrazione di immagine ed apprezzare meglio l&#8217;enhancement post gadolinio<\/strong>: per effettuare questo tipo di sottrazione ovviamente sono necessarie sequenze perfettamente identiche, sia dal punto di vista geometrico (FOV, matrice, spessore) sia per qunto riguarda i parametri di ponderazione. Altri accorgimenti per effettuare sottrazioni corrette sono l&#8217;utilizzo di farmaci antiperistaltici, la preparazione di un accesso venoso prima dell&#8217;inizio dell&#8217;esame ed una buona immobilizzazione della paziente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-02495100-1369660750.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-02495100-1369660750_thumb.jpg\" alt=\"blogentry-1401-0-02495100-1369660750_thu\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-04631600-1369660730.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-04631600-1369660730_thumb.jpg\" alt=\"blogentry-1401-0-04631600-1369660730_thu\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-51632500-1369660757.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fermononrespiri.com\/uploads\/monthly_05_2013\/blogentry-1401-0-51632500-1369660757_thumb.jpg\" alt=\"blogentry-1401-0-51632500-1369660757_thu\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Alcuni Radiologi gradiscono l&#8217;inserimento di gel all&#8217;interno della cavit\u00e0 vaginale o rettale, in modo da distinguere in modo corretto le pareti ed apprezzare eventuali formazioni nel loro contesto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di&nbsp;endometriosi, nello stesso tempo di deve parlare di&nbsp;RM, perch\u00e8 tra le indagini di secondo livello \u00e8 sicuramente quella pi\u00f9 utilizzata e con le maggiori potenzialit\u00e0. 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