{"id":485,"date":"2013-02-04T23:37:00","date_gmt":"2013-02-04T22:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=485"},"modified":"2022-02-04T23:37:57","modified_gmt":"2022-02-04T22:37:57","slug":"imaging-parallelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/imaging-parallelo\/","title":{"rendered":"Imaging Parallelo"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;imaging parallelo \u00e8 stata una piccola rivoluzione negli studi di risonanza magnetica che prevedono tempi di scansione molto brevi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il principio si basa sull&#8217;utilizzo di pi\u00f9 bobine, ciascuna delle quali acquisisce solo una parte dello spazio K, accelerando proporzionalmente la<\/strong>&nbsp;<strong>sequenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; proprio a livello della struttura delle bobine utilizzate che si hanno le innovazioni pi\u00f9 importanti. Fino a qualche anno fa, infatti, si utilizzavano bobine composte da un solo elemento: le prestazioni di queste bobine erano inversamente proporzionali alla loro grandezza (minore la grandezza e pi\u00f9 elevato il SNR relativo ma anche un FOV pi\u00f9 limitato). Con le bobine da imaging parallelo si combinano quindi pi\u00f9 elementi di piccolo diametro riuscendo cosi a coprire un campo di vista molto esteso e nello stesso tempo ottenere il miglior rapporto SNR da ciascun elemento.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tecnica viene definita PAT (Parallel Acquisition Tecnique) e poi ciascuna casa costruttrice ha nomi specifici: SENSE (SENSe Encoding) o ASSET (Array Spatial Sensitive Encoding Technique) o GRAPPA (GeneRalize Autocalibrating Partially Parallel Acquisition) o SMASH (SiMultaneous Acquisition of Spatial Harmonics)o SPACE-RIP (Sensitive Profile of an Array of Coil for Encoding and Reconstruction In Parallel)<\/p>\n\n\n\n<p>Questa accelerazione puo&#8217; essere relativa alla direzione della fase per le immagini 2D, e relativa allo spessore e alla fase per le immagini 3D. Questo \u00e8 da tenere ben presente, perch\u00e8 puo&#8217; verificarsi un artefatto simile a quello del ribaltamento che si verifica ogni qualvolta esiste una parte anatomica esterna al FOV nel senso in cui viene applicato l&#8217;accelerazione PAT.<\/p>\n\n\n\n<p>I vantaggi principali di questa metodica\/tecnologia sono:<\/p>\n\n\n\n<p>-aumento del SNR legato alle bobine con conseguente:<\/p>\n\n\n\n<p>-possibile aumento della risoluzione spaziale oppure&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p>-possibile diminuzione dei tempi di scansione o ancora&#8230;&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>-miglioramento della risoluzione temporale negli studi dinamici o sincro.<\/p>\n\n\n\n<p>-diminuzione degli artefatti da movimento<\/p>\n\n\n\n<p>Se si aumenta il fattore PAT:<\/p>\n\n\n\n<p>-il tempo diminuisce<\/p>\n\n\n\n<p>-il SNR diminuisce<\/p>\n\n\n\n<p>I campi di applicazione di questa tecnica sono prevalentemente quelli in cui \u00e8 indispensabile un tempo di scansione molto breve: CE-MRA, sequenze in apnea, sequenze ecoplanari, imaging cardiaco,<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dal principio di utilizzare comunque delle bobine da imaging parallelo, l&#8217;applicazione dell&#8217;accelerazione PAT nell&#8217;imaging standard non apporta significativi miglioramenti, al contrario pu\u00f2 lievemente degradare l&#8217;immagine soprattutto sui tessuti stazionari.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;esempio qui sotto si pu\u00f2 vedere che, partendo da un immagine ottimizzata e con SNR a limite (da cui cio\u00e8 non si pu\u00f2 pi\u00f9 sperare di perderne ulteriormente), l&#8217;appicazione di un fattore PAT=2 necessita di un aumento a 2 medie con nessuna variazione di tempo rispetto alla seq di base. Idem per un fattore sense 4.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sequenze\/SENSEsag.png\" alt=\"SENSEsag.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Un miglioramento si puo&#8217; invece notare a livello dell LCR dove, con un fattore PAT pi\u00f9 elevato, gli artefatti da flusso sono meno evidenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un discorso a parte pu\u00f2 essere fatto (sempre in relazione ad esami che non necessitano ti tempi di scansione brevissimi) per l&#8217;ottimizzazione dei tempi di scansioni per sequenze con al massimo 2 medie.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo in considerazione una sequenza con una determinata risoluzione spaziale e un SNR non sufficiente acquisita con 1 media(immagine a sinistra): per recupereare il segnale mancante \u00e8 possibile aumentare le medie a 2. Di conseguenza il tempo raddoppia: a questo punto il SNR sar\u00e0 adeguato, ma \u00e8 possibile che sia addirittura troppo(immagine al centro). Non esistono per\u00f2 delle vie di mezzo tra 1 e 2 medie, quindi si pu\u00f2 sfruttare il fattore PAT per accelerare leggermente la sequenza perdendo una quantit\u00e0 di SNR che non va a degradare l&#8217;immagine (immagine a destra).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/sequenze\/sense2.jpg\" alt=\"sense2.jpg\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imaging parallelo \u00e8 stata una piccola rivoluzione negli studi di risonanza magnetica che prevedono tempi di scansione molto brevi. Il principio si basa sull&#8217;utilizzo di pi\u00f9 bobine, ciascuna delle quali acquisisce solo una parte dello spazio K, accelerando proporzionalmente la&nbsp;sequenza. 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