{"id":84,"date":"2015-05-16T10:00:08","date_gmt":"2015-05-16T08:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=84"},"modified":"2020-12-26T10:50:40","modified_gmt":"2020-12-26T09:50:40","slug":"spessore-di-strato-rm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/spessore-di-strato-rm\/","title":{"rendered":"Spessore di strato RM"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>E<\/strong><strong>&#8216; lo spessore della parte del corpo che viene rappresentato in quel determinato strato. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, nonostrante l&#8217;immagine che guardiamo sia 2D, \u00e8 la \nrappresentazione di un volume 3D Nell&#8217;imaging di base non ci interessa \nvedere anche lo spessore, comunque non darebbe informazioni aggiuntive \nin riferimento allo strato stesso e limiterebbe la vista dell&#8217;intera \narea coperta dall&#8217;immagine: diverso il discorso della rielaborazione \nmultiplanare e 3D di un insieme di strati (vedi capitolo specifico).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/immagini\/2d%20spessore.png\" alt=\"2d%20spessore.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>E&#8217; quindi necessario introdurre il concetto di voxel, che non \u00e8 altro\n un volume   in cui due dimensioni sono quelle relative al pixel e la \nterza \u00e8 quella relativa allo spessore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/immagini\/pixelvoxel.png\" alt=\"pixelvoxel.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Generalmente nell&#8217;imaging standard si \u00e8 costretti a lavorare con dei \nvoxel in cui i due lati del pixel sono molto pi\u00f9 piccoli del lato dello \nspessore, anche se alcune sequenze vengono impostati con parametri che \npermettono di ottenere un voxel isometrico (cio\u00e8 con i tre lati delle \nstesse dimensioni).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/immagini\/isotropico.png\" alt=\"isotropico.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La scelta dello spessore da utilizzare \u00e8 totalmente vincolata \nall&#8217;artefatto da volume parziale (vedi capitolo specifico). Quest&#8217;ultimo\n infatti, relativamente al suo effetto sullo spessore, pu\u00f2 dare degli \nsvantaggi ma allo stesso tempo dei vantaggi. Lo spessore deve essere \nimpostato in modo diverso a seconda della struttura anatomica da \nstudiare, al dettaglio anatomico ricercato, e all&#8217;effetto che si vuole \nottenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti ogni voxel \u00e8 rappresentato con un solo valore della scala di \ngrigi, quindi tutto quello che \u00e8 compreso nel volume del voxel viene \nconsiderato come una cosa sola ed omogenea (anche se invece coesistono \npi\u00f9 strutture con forma e segnale diversi)<\/p>\n\n\n\n<p>Generalmente comunque pi\u00f9 lo spessore \u00e8 ridotto e pi\u00f9 dettagliate \nsono le informazioni contenute nel voxel. Sarebbe quindi preferibile \nutilizzare sempre valori di spessore pi\u00f9 bassi possibile. Purtroppo \nquesta scelta \u00e8 afflitta da notevoli problemi tecnici: diminuendo lo \nspessore<\/p>\n\n\n\n<p>A) diminuisce il SNR, con perdita della qualit\u00e0 di immagine. E&#8217; \nnecessario quindi aumentare le medie per recuperare il segnale perso, \ncon conseguente aumento del tempo di scansione<\/p>\n\n\n\n<p>B) se numero di strati rimane invariato, si ha una riduzione della zona studiata<\/p>\n\n\n\n<p>3) se \u00e8 necessario studiare la stessa zona anatomica \u00e8 necessario \naumentare il numero di strati con conseguente aumento del tempo di \nscansione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/immagini\/casispessore.png\" alt=\"casispessore.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Esistono alcune tecniche che prevedono l&#8217;utilizzo di spessori elevati\n (ed in questo caso l&#8217;artefatto da volume parziale diventa un \nvantaggio), ed in genere sfruttano le caratteristiche di sequenze ad \naltissimo contrasto. Se infatti una sequenza ci permette di ottenere \nsegnale solo dalla struttura che vogliamo esaminare, possiamo decidere \ndi voler visualizzare l&#8217;intera struttura (in tutto il suo spessore) in \nun solo strato. Le applicazioni sono in genere gli studi di organi cavi \ncontenenti liquidi ad alto contrasto (T2 per i liquidi, T1 per forti \nconcentrazioni di mezzo di contrasto): effetto mielografico in T2, \ncolangioRM in T2, UroRM in T2 o in T1 dopo mdc, visualizzazione \ndell&#8217;orecchio medio in T2, Angio CE dinamiche con mdc<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8216; lo spessore della parte del corpo che viene rappresentato in quel determinato strato. 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