{"id":94,"date":"2014-10-11T10:21:26","date_gmt":"2014-10-11T08:21:26","guid":{"rendered":"http:\/\/andreaforneris.com\/web\/?p=94"},"modified":"2019-10-31T10:26:42","modified_gmt":"2019-10-31T09:26:42","slug":"artefatti-rm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaforneris.com\/web\/artefatti-rm\/","title":{"rendered":"Artefatti RM"},"content":{"rendered":"\n<p>In tutte le metodiche radiologiche esiste la possibilit\u00e0 che sul \nrisultato finale appaino artefatti pi\u00f9 o meno importanti, di vario tipo \nanche in relazione al principio fisico di formazione dell&#8217;immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>La risonanza magnetica non \u00e8 esente da artefatti, anzi sicuramente \u00e8 quella che ne ha con pi\u00f9 frequenza e di tipo differente.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo definire la parola \u201cartefatto\u201d possiamo dire che \u00e8 un \nimmagine indesiderata e fuorviante che appare sulle immagini normali.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti gli artefatti appaiono con la stessa entit\u00e0 su tutte le \napparecchiature RM e per tutte le sequenze, e generalmente vengono \nconsiderati come fattori peggiorativi e di degrado dell\u2019informazione \ncontenuta dell\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Fanno eccezione alcuni casi specifici: chemical shift e pulsazione<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo pensato di suddividere gli artefatti in:<\/p>\n\n\n\n<p>Prevedibili: che Si verificano sempre in determinate condizioni<\/p>\n\n\n\n<p>Imprevedibili: Dovuti a fattori casuali<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la frequenza con cui si verificano pu\u00f2 essere un fattore \ndescrittivo importante per capire quante probabilit\u00e0 potremo avere di \nincontrarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Overflow di radiofrequenza<\/strong> \u00e8 un artefatto raro e imprevedibile<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; causato da un eccessivo segnale in arrivo al convertitore analogico digitale dell\u2019apparecchiatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli utilizzatori esperti possono cercare di porre rimedio variando i \nparametri nel prescanning, in modo da diminuire l\u2019amplificazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/rqdiofr.jpg\" alt=\"rqdiofr.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per gli <strong>errori hardware<\/strong> risultati molto variabili possono essere dovuti ad errori di calcolo dell&#8217;hardware dell&#8217;apparecchiatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni di questi artefatti possono anche essere causati da problemi nelle connessioni delle bobine.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna sono artefatti rari, ma rimangono comunque imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/artefat1.jpg\" alt=\"artefat1.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Le eddy current<\/strong> sono delle correnti indotteche \ncreano segnale alterato e che possono verificarsi in presenza di \nmateriale metallico nella zona di interesse quando vengono eseguite \ndeterminate sequenze (ad esempio nelle EPI e DWI).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/artefat4.jpg\" alt=\"artefat4.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Disomogeneit\u00e0 da segnale della bobina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte delle bobine usate in RM sono ormai formate da \nnumerosi elementi che ricevono il segnale singolarmente. Dei software \nspecifici si occupano di rendere il segnale omogeneo ma a volte possono \nverificarsi errori tecnici non prevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;immagine \u00e8 possibile vedere come lungo tutta l&#8217;altezza della \ncolonna il segnale subisca variazioni importanti, soprattutto nella \nparte inferiore.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esecuzione delle sequenze di calibrazione solitamente risolve i \nproblemi di disomogeneit\u00e0, ma c&#8217;\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di usare campi di\n vista pi\u00f9 ristretti in modo da diminuire il numero di elementi \nutilizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Le bobine di superficie o le phased array (soprattutto quelle che non\n circondano completamente la parte anatomica) captano un segnale pi\u00f9 \nelevato quanto pi\u00f9 \u00e8 vicina la parte anatomica (non quelle di \nquadratura). Sulle parti anatomiche pi\u00f9 distanti si verifica quindi una \nperdita del segnale progressiva proporzionale alla distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte delle case costruttrici ha messo a punto delle \ntecniche di rielaborazione dell&#8217;immagine post-acquisizione, che \namplificano il segnale delle parti anatomiche pi\u00f9 distanti ed attenuano \nquello delle parti pi\u00f9 vcine alla bobina. Il risultato \u00e8 una \nomogeneizzazione del segnale su tutto il campo di vista (attenzione: \nspesso questa tecnica comporta anche un recupero del segnale di \nstrutture artefattuali distanti, che normalmente invece non avrebbero \nfatto sentire la loro presenza).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/disomogeneita.jpg\" alt=\"disomogeneita.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Distorsione geometrica ai limiti del campo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella maggior parte dei sistemi di acquisizione RM si verifica una \ndistorsione geometrica ai limiti del campo di vista massimo \ndell&#8217;apparecchiatura stesso. Alcune apparecchiature hanno dei software \nche possono compensare questa distorsione oppure che tagliano \nautomaticamente il FOV oltre le zone in cui la corretta geometria non \u00e8 \nassicurata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/distorsione.jpg\" alt=\"distorsione.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se notevoli quantit\u00e0 di gadolinio si concentrano in una zona limitata\n il liquido non apparir\u00e0 iperintenso in T1, ma il segnale diventer\u00e0 \nnullo. Questo si verifica con elevata frequenza a livello della vescica e\n bacinetti renali<\/p>\n\n\n\n<p>Il Problema analogo in di presenta in T2.<\/p>\n\n\n\n<p>Optando per le sequenze fast gradient eco T1 3D si pu\u00f2 limitare il problema, ma il risultato non \u00e8 mai assicurato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/vescicadopomdc.jpg\" alt=\"vescicadopomdc.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Radiofrequenze esterne<\/strong>: L&#8217;apparizione di immagini \nlineari di questo tipo avviene solitamente a causa di interferenze da \nradiofrequenze esterne, di solito a causa della porta della sala RM \nlasciata aperta oppure dai punti di contatto della gabbia di Faraday \ndifettosi. Stessi problemi si possono verificare in presenza di \nlampadine della sala magnete non funzionanti, o eventuali dispositivi \nelettronici dimenticati in sala<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/zipper.jpg\" alt=\"zipper.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;artefatto da troncamento<\/strong> si presenta come linee ripetute, parallele alle differenti interfacce complesse di vari tessuti con intensit\u00e0 diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si verifica con matrici di acquisizione molto basse e al momento \ndella rielaborazione per la Trasformata di Fourier alcuni segnali \nvengono tagliati e sull\u2019immagine possono comparire immagini lineari o ad\n anello.<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione \u00e8 ovviamente di aumentare la matrice di acquisizione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/troncamento12.jpg\" alt=\"troncamento12.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il bounce point  <\/strong>Non \u00e8 propriamente un artefatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si verifica nelle IR quando i pixel che si trovano nell\u2019interfaccia \ntra due tessuti hanno un valore di T1 tale che il recupero li faccia \nfinire esattamente nel punto 0 della magnetizzazione e quindi daranno \nsegnale vuoto che apparir\u00e0 come una sorta di interfaccia scura.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>artefatto da Off resonance<\/strong> si presenta come degli \nanelli concentrici di tipo ovoidale, nelle parti periferiche \ndell\u2019immagine, soprattutto per le immagini con FOV molto ampi in \ndeterminate sequenze (come ad esempio le balanced).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rm-online.it\/images\/artefatti\/offreconance.jpg\" alt=\"offreconance.jpg\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tutte le metodiche radiologiche esiste la possibilit\u00e0 che sul risultato finale appaino artefatti pi\u00f9 o meno importanti, di vario tipo anche in relazione al principio fisico di formazione dell&#8217;immagine. 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