QUESTIONARIO CLINICO:
Interventi chirurgici al gomito o a parti anatomiche limitrofe?
Traumi?
Qual’è il motivo specifico per cui viene eseguito l’esame?
PREPARAZIONE DEL PAZIENTE:
Nessuna preparazione particolare
BOBINE UTILIZZATE:
Se disponibile la bobina phased array/SENSE dedicata, oppure la bobina del ginocchio, oppure la bobina flex phased array/SENSE, in alternativa la bobina flex
POSIZIONAMENTO DEL PAZIENTE:
L’esame può essere effettuato in due posizioni molto diverse, ciascuna con importanti vantaggi e svantaggi.
-Supino. Feet first o Head first . Gomito lungo il fianco, braccio extraruotato, con un blocco sulla mano per evitare i movimenti. Il gomito deve essere il più possibile iper-esteso. Il paziente deve essere posizionato il più possibile verso la parte controlaterale, in modo che il gomito in esame sia il più possibile vicino all’isocentro. Di solito in questa posizione si utilizzano le bobine flex (Per il posizionamento della bobina vedere le specifiche tecnica della propria apparecchiatura). Il vantaggio di questa metodica è molto importante ed è che il paziente è in una posizione molto confortevole, e sono rari gli artefatti da movimento. Gli svantaggi sono: artefatti di saturazione del grasso (il gomito di solito è molto lontano dall’isocentro) , aumento delle difficoltà tecniche a causa della vicina presenza dell’addome che crea molti artefatti da movimento.

-Prono (o più raramente supino). Head first. Braccio verso l’alto, extraruotato, con un blocco sulla mano per evitare i movimenti. Il gomito deve essere il più possibile iper-esteso. Il gomito deve essere posizionato il più possibile vicino all’isocentro. Lo svantaggio di questa posizione è la difficoltà a mantenere l’immobilità (soprattutto per gli anziani e per i pazienti sovrapeso). I vantaggi sono: elevata omogeneità della saturazione del grasso, assenza di artefatti di altre parti anatomiche e possibilità di lavorare senza antiribaltamento.

CENTRATURA: generalmente al centro della bobina o Al centro della zona di interesse.
PIANI DI SCANSIONE:
Le scansioni assiali sono in numero variabile a seconda della sequenza e dello spessore utilizzato, di solito da 16 a 24; il primo strato è posizionato superiormente alla linea epicondilo-epitroclea e l’ultimo inferiormente al capitello radiale (meglio se fino alla protuberanza radiale)
Sul reperaggio assiale verificare che la scansione copra l’area di interesse.
Sul reperaggio coronale è necessario impostare un obliquità parallela alla linea epicondlo-epitroclea. Deve essere verificata la posizione in RL e la copertura degli strati SI, il centro di solito è a al centro dell’interlinea omero-radio-ulna.
Sul reperaggio sagittale l’obliquità dipende dal grado di estensione del gomito , deve essere perpendicolare all’intermedia tra l’asse lungo dell’omero e quello dell’ulna. Deve essere verificata la posizione in AP e la copertura degli strati SI, il centro del pacchetto è indicativamente a livello del margine ant dell’articolazione omero-ulna.



Sulle scansioni assiali si ha una buona visualizzazione di: nervo ulnare e radiale, arteria e vena, epicondilo ed epitroclea, tendine del bicipite.
Le scansioni coronali, in numero da 16 a 24 a seconda dello spessore utilizzato; il primo strato è posizionato a livello della cute anteriore e l’ultimo posteriormente all’olecrano.
Sul reperaggio assiale gli strati hanno obliquità parallela alla linea epicondlo-epitroclea. Deve essere verificata la posizione in RL e la copertura degli strati in AP , di solito il centro del pacchetto si trova al centro a livello del margine ant dell’articolazione omero-ulna.
Sul reperaggio coronale verificare che la scansione copra l’area di interesse.
Sul reperaggio sagittale l’obliquità dipende dal grado di estensione del gomito , deve essere intermedia tra l’asse lungo dell’omero e quello dell’ulna. Deve essere verificata la posizione in SI e la copertura degli strati in AP. di solito il centro del pacchetto si trova a livello del margine ant dell’articolazione omero-ulna.



Sulle scansioni coronali si a una buona visualizzazione di: epicondilo ed epitroclea, legamenti collaterali, capitello radiale.
Le scansioni sagittali in numero da 16 a 24 a seconda dello spessore utilizzato; il primo strato è posizionato a destra del margine destro del gomito e l’ultimo a sinistra del margine sinistro.
Sul reperaggio assiale gli strati devono seguire una linea perpendicolare alla linea epicondilo-epitroclea. Deve essere verificata la posizione in AP e la copertura degli strati in RL. Di solito il centro del pacchetto si trova al centro a livello del margine ant dell’articolazione omero-ulna.
Sul reperaggio coronale devono seguire l’asse lungo dell’omero e delle due ossa dell’avambraccio. Deve essere verificata la posizione in SI e la copertura degli strati in RL . Di solito il centro del pacchetto si trova al centro a livello del margine ant dell’articolazione omero-ulna.
Sul reperaggio sagittale verificare che la scansione copra l’area di interesse.



Sulle scansioni sagittali si ha una buona visualizzazione di: capitello radiale, olecrano, tendine del tricipite, tendine del bicipite, interlinee articolari.
Nel caso il gomi fosse bloccato in flessione, è cosigliabilese possibile portalo a 90°, in modo da studiare in un piano l’omero in assiale e ulna-radio in corsonale. E viceversa.


DECODIFICA DI FASE dei piani di scansione e posizionamento presaturazioni
I risultati più accurati si ottengono con queste impostazioni: (il piano è riferito a quelli del gomito e non quelli generali del paziente, quindi è necessario riadattare le direzioni a seconda della posizione in cui si trova il gomito)
Sagittale: direzione della fase SI, eventuale presaturazione superiore ed inferiore.
Coronale: direzione della fase RL, eventuale presaturazione superiore ed inferiore.
Assiale: direzione della fase RL, eventuale presaturazione superiore ed inferiore.
CARATTERISTICHE DELLE SEQUENZE (vedi anche caratteristiche generiche delle sequenze):
SE o TSE T1: molto utilizzata
Vantaggi: Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto. Ottima valutazione delle strutture ossee. Alta sensibilità per le emorragie intraparenchimali subacute.
Svantaggi: artefatto da magic angle. Basso contrasto dei parenchimi.
SE o TSE T1 con soppressione del grasso
Vantaggi: utile per valutare le eventuali strutture grassose. Utile per effettuare valutazione comparativa pre e post contrasto
Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi. Alcuni artefatti da soppressione del grasso.
TSE T2:
Vantaggi:. Poco soggetta ad artefatti da metalli. Pochi artefatti da pulsazione. Buona visualizzazione delle strutture arteriose e venose.
Svantaggi: bassa sensibilità alle lesioni ossee.
TSE T2 FAT SAT
Vantaggi: buona sensibilità alle lesioni ossee.
Svantaggi: Alcuni artefatti da soppressione del grasso. Nella caviglia gli artefatti possono dare problemi soprattutto a livello dei malleoli.
TSE DP FAT SAT:
Vantaggi: alta risoluzione. Buona sensibilità alle lesioni legamentose.
Svantaggi: Meno sensibile della STIR alle lesioni ossee. Alcuni artefatti da soppressione del grasso soprattutto a livello del sottocute.
STIR T2: molto utilizzata
Vantaggi: Buone informazioni delle strutture circondate da grasso. Ottima valutazione delle strutture ossee.
Svantaggi: Risoluzioni non elevate.
GRE T1:
Vantaggi: Ottimo dettaglio a livello osseo anche se la sensibilità alle lesioni è inferiore alle TSE. Artefatti da pulsazione molto limitati, anche dopo contrasto. Breve tempo di acquisizione. Buono studio della cartilagine.
Svantaggi: basso contrasto dei parenchimi e a livello osseo.
GRE T2*: poco utilizzata
Vantaggi: Alta sensibilità alle lesioni legamentose. Alta sensibilità per le lesioni emorragiche. Alta sensibilità alle calcificazioni. Buono studio della cartilagine.
Svantaggi: bassa sensibilità alle lesioni ossee.
GRE T2 o T1 3D FAT SAT: le sequenze possono avere caratteristiche e nomi diverse a seconda delle case costruttrici.
Vantaggi: ottimo studio della cartilagine articolare
Svantaggi: poco contrasto per le strutture rimanenti.
PROTOCOLLI DI STUDIO:
E’ preferibile dare almeno 2 possibilità nella scelta delle sequenze perché il gomito è una regione anatomica in cui la Soppressione spettrale del grasso può essere difficoltosa (quindi è preferibile eseguire la STIR anche se si perde un po di dettaglio)
Dolore laterale o mediale:
COR STIR o TSE DP FAT SUPPR
COR TSE T1
SAG STIR o DP FAT SAT
AX TSE T2 oppure AX TSE DP FatSat
Dolore anteriore o posteriore:
COR STIR o TSE DP FAT SUPPR
SAG TSE T1
SAG STIR o DP FAT SAT
AX TSE T2 oppure AX TSE DP FatSat
Studio del sospetto di compressione del nervo ulnare o radiale:
AX TSE T1
AX STIR
AX TSE T2
Somministrazione di mdc per via endovenosa
AX TSE T1 FAT SAT
SAG o COR TSE T1 fs
Studio dell’inserzione del tendine del bicipite (vista la vicinanza con l’arteria e la vena è consigliabile l’uso delle TSE DPFS perché meno soggette agli artefatti da pulsazione)
AX TSE T2
COR TSE DP FS o COR STIR
SAG TSE T1
SAG TSE DS FS o SAG STIR
Messaggio iniziale:
Ciao a tutti ragazzi!!!Ho aperto questa discussione per sapere da voi che protocollo usate solitamente per una rm del gomito. Premetto che ho già letto il protocollo pubblicato sul sito, però volevo sapere una vostra opinione ed esperienza pratica.
Grazie a tutti!!!!






