Introduzione alla Risonanza Magnetica
La Risonanza Magnetica è ormai diventata una metodica di riferimento nel campo dell’imaging diagnostico grazie anche agli importanti progressi tecnologici avvenuti nell’ultimo decennio. Le prime applicazioni di questa tecnologia, infatti, erano limitate esclusivamente allo studio analitico del segnale di determinati materiali inseriti in un campo magnetico. Intorno al 1977 grazie anche all’utilizzo di alcune procedure di calcolo complesse, è stato possibile acquisire le prime immagini di parti anatomiche umane. L’evoluzione informatica ha fatto si che non solo si potessero acquisire una serie di dati con precise coordinate spaziali rispetto al paziente, ma soprattutto che queste procedure subissero una progressiva accelerazione permettendo quindi finalmente l’uso di questa metodica nella diagnosi di routine e non solo a livello sperimentale o di ricerca.
La Risonanza Magnetica, ad oggi, rappresenta l’indagine di scelta per la maggiorparte dei distretti corporei e dei quesiti diagnostici. Tutti gli organi in movimento e i Pazienti non collaboranti possono essere studiati grazie all’utilizzo di sequenze super veloci e alle acquisizione con sincronizzazione. I vantaggi più significativi della risonanza magnetica rispetto alle altre metodiche di radiodiagnostica sono 2:
A- l’assenza di radiazioni ionizzanti
B- il contrasto tissutale intrinseco molto elevato.
L’assenza di radiazioni ionizzanti consente di poter sottoporre i pazienti ad indagini di alto livello senza dover valutare il rischio-beneficio degli eventuali danni radioindotti come per le altre metodiche per raggi-x o medicina nucleare. Vengono quindi effettuari studi di routine su pazienti in giovane età ma anche studi di imaging avanzato al feto o a donne in stato di gravidanza.
Il contrasto tissutale intrinseco è l’altro punto forte delle immagini RM perchè permette di evidenziare differenze della composizione di un determinato tessuto (in alcuni casi anche a livello microscopico) senza la necessità di ricorrere all’utilizzo di mezzi di contrasto. Le indagini di radiologia tradizionale e TC, nonostante l’elevato dettaglio anatomico, non offrono infatti la stessa sensibilità dell’RM nello studio dei tessuti molli e dei parenchimi. Solo a livello del parenchima polmonare e a livello della porzione corticale delle strutture ossee la risonanza magnetica non è al livello delle metodiche appena citate.
Tra le altre caratteristiche specifiche della risonanza magnetica è da segnalare la possibilità di effettuare:
– studi vascolari ad alta risoluzione, senza e o con somministrazione di mezzo di contrasto, sia a livello cerebrale, dei tronchi sovra-aortici, dei vasi toracici e addominali, ma anche delle arterie periferiche.
– studi di diffusione molto utili per aggiungere informazioni diagnostiche all’esame di base in contesti patologici particolari come l’ictus ischemico
– studi di perfusione
– studi funzionali cerebrali, con studio delle aree di attivazione a differenti stimoli
– fiber tracking
– spettroscopia RM nel distretto intracranico cerebrale, prostatica, mammaria e di altri organi
– studi delle articolazioni in posizioni dinamiche, o in movimento, (vedi ad esempio studio RM dell’articolazione temporo mandibolare).
– studi degli organi cavi mediante somministrazione per via orale o retrograda di sostanze specifiche o mezzi di contrasto dedicati
– studi simil artrografici dopo iniezione diretta di mdc specifico in sede intrarticolare
– studi di determinati parenchimi (ad esempio fegato) con mezzi di contrasto organo specifico.
– studi cardiaci
– biopsie RM giudate
– RM intraoperatorie
Come è possibile capire la risonanza magnetica ricopre un ruolo primario nella diagnostica a tutti i livelli, ma non bisogna dimenticare che non è priva di difetti e limitazioni.
Innanzitutto è una procedura che comporta costi decisamente elevati a causa della complessità tecnologica delle apparecchiature, della necessità di impianti di isolamento e condizionamento dedicati, e di personali sanitario specializzato.
Le indagini RM solitamente possono durare da 10 minuti a circa un ora, a secondo della richiesta e del quesito clinico, quindi gli esemi eseguibili ogni giorno sono comunque limitati ad un massimo di 40-50 unità. Le apparecchiature che utilizzano magneti superconduttori hanno costi molto elevati anche a causa della necessità di eseguire ripetuti rifornimenti di elio liquido, che serve per mantenere la temperatura al minimo possibile all’interno del magnete.
Un altro limite importante è dovuto all’attrazione magnetica che esercitano (in maniera più o meno importante) queste apparecchiature, che che quindi preclude la possibilità di avvicinare al macchinario dei materiali NON magneto compatibili. In termini pratici questo significa che i pazienti o operatori sanitari che indossano o sono portatori all’interno dell’organismo di corpi estranei o dispositivi medico chirurgici non compatibili con la RM non potranno accedere alla sala magnete e quindi non potranno essere sottoposti all’esame di Risonanza Magnetica.
Lo stato di Gravidanza sospetto o appurato non è una controindicazione assoluta, ma comporta comunque una valutazione accurata sia del Medico richiedente che da parte del Radiologo prima di effettuare l’esame.
Altre problematiche, ormai sempre meno significative, sono da ricercare nella struttura a tunnel delle apparecchiature più performanti che possono quindi creare problemi di tollerabilità da parte dei pazienti con problemi claustrofobici. Per fortuna la lunghezza dei tunnel sta progressivamente diminuendo e il diametro prende dimensioni maggiori, aumentando notevolmente lo spazio a disposizione del paziente.
Volendo prendere in considerazione il ruolo ricoperto dalla Risonanza Magnetica nella società attuale, ci si può rendere conto di quanto sia ormai conosciuta anche dai non addetti ai lavori: molti pazienti conoscono bene tutte le procedure che costituiscono l’indagine nel suo insieme, e gli operatori a loro volta devono saper affrontare le situazioni più disparate visto l’alto numero di soggetti esaminati.
Tra le figure professionali maggiormente coinvolte nell’iter diagnostico di un esame RM sono da citare il Radiologo che si occupa dell’inquadramento globale di ciacun caso e dell’interpretazione delle immagini, il Tecnico di Radiologia che ha il compito di eseguire l’esame e produrre il materiale iconografico, l‘Infermiere professionale che si occupa della preparazione e della gestione del paziente durante l’indagine, e ancora il personale di segreteria, il fisico sanitario, e altre figure più dedicate ai reparti di ricerca.
Ogni anno vengono presentate novità molto interessanti, con innovazioni tecnologiche sempre più superspecialistiche. La fusione con altre metodiche come la PET è ormai una realtà, e le aspettative sono molte.
Chiunque abbia a che fare con l’ambiente della RM potrà trovare interessanti gli articoli proposti in questa nostra sezione, rimaniamo comunque a disposizione per correggere eventuali errori o integrare le parti mancanti o incomplete.






