L’ultimo inserimento del Blog che avevo scritto si era occupato di valutare come la rotazione del FOVpotesse aiutare a far proiettare gli artefatti inevitabili almeno al di fuori delle strutture più importanti.
E avevo quindi preso in esame il caso delle sagittali del rachide cervicale.
Esiste un altra struttura sulla quale è bene ricordarsi di ruotare il FOV, e mi riferisco al gomito studiato in assiale. Se l’esame viene eseguito in decubito supino con il braccio lungo il fianco è molto probabile che a livello del gomito le strutture si ritroveranno ruotate di circa 30-40° verso l’interno.

Fig1
Il problema però è che, lasciando il FOV con orientazione neutra, alcune strutture vascolari potranno andare a proiettarsi proprio a livello dell’inserzione muscolotendinea sull’epicondilo o sull’epitroclea.

Fig2

Fig3
Consiglio allora di ruotare il “quadrato” in modo che i due lati paralleli del senso della fase vadano ad allinearsi lungo la direzione lungo la quale vorremo far distribuire gli artefatti.

Fig.4
Un ulteriore aspetto da valutare è che, avendo l’addome proprio sul lato della codifica di fase, potrbbe darci ribaltamento e quindi richiedere un sovracampionamento più importante.

Fig5
Ruotando il FOV molto probabilmente avremo un vantaggio significativo grazie al fatto che il ribaltamento dovrebbe essere meno esteso (solo la paerte indicata dalla freccia andrà a ribaltare). (in teoria secondo questo ragionamento potrebbe essere quasi conveniente far posizionare il braccio in posizione intraruotata con la mano in laterolaterale, ma a quel punto diventerebbe difficile mantenere un asse corretto dell’allineamento omero-radio/ulna)
Fig6






