Un breve testo per spiegare in modo semplice come giocare sulla rotazione del FOV per ridurre gli artefatti a livello di determinate strutture anatomiche.
Per iniziare è necessario ricordare il concetto di FOV e direzione di decodifica di fase, immaginiamo quindi l’area che andremo ad acquisire (Campo di Vista) di una determinata forma (rettangolare in questo caso).

Fig.0
Questa figura è costituta da 4 lati, paralleli a due a due tra loro.
La direzione di decodifica di fase determinerà in quale direzione si propagheranno gli artefatti, i quali saranno rempre paralleli ai lati (linee rosse) della direzione della phase.

Fig.1
Per esempio il cuore posizionato in posizione inferiore

Fig.3
andrà a creare molti artefatti lungo un asse parallelo alla fase.

Fig.4
Ma se decidessimo di ruotare la posizione del FOV, allora potremo notare come tutto verrà ruotato, anche la direzione della propagazione degli artefatti.

Fig.5
Prendiamo ora per esempio l’immagine del rachide cervicale (che è la struttura anatomica su cui questo esempio calza a pennello)

Fig.6
Se lasciassimo il FOV in posizione “neutra” potremo accorgerci facilmente come tutti gli artefatti da pulsazione cardiaca o dell’aorta andranno a proiettarsi esattamente in una delle zone più importanti del midollo cervicale. Si, possiamo usare delle presaturazioni, ma non sempre sono totalmente efficaci e spesso richiedono molto tempo aggiuntivo.

Fig.7
Proviamo allora a ruotare il FOV di acquisizione, e ci accorgeremo che fortunatamente in questo caso non avremo più gli artefatti proiettati sul midollo.
Fig.8
Questa manovra comporta solo un piccolissimo inconveniente: l’immagine sarà poi visualizzata lievemente ruotata e sembrerà che il paziente abbia il capo molto più basso della schiena, aspetto che però con comporta alcun problema particolare.

Fig.9
Concludo dicendo che sarebbe sempre utile pensare alla rotazione del FOV sul piano stesso, perchè può portare alcuni vantaggi sulla qualità finale dell’immagine.






