Settima tenda - I Disinteressati

Settima tenda - I Disinteressati

Quale premura all'inventore graffia
Delle persecuzioni per gli indegni!
Di fantasiosa pena con la raffia
Adorna quel soffrir coi propri ingegni

Meco il pensier portava a quei pensieri
Quando capanna attigua il guardo attrasse
Gocce, pantani e schizzi giustizieri
tenean bagnati dei rinchiusi in casse

La man toccavano ai vicini afflitti
Prendendo in faccia quei ghiacciati spruzzi
Ma division del fato pei relitti
Sembrava non giovar. Che getti aguzzi!

Il tale che teneva pompa in mano
Gaudente per il compito intrapreso
Svelò con il suo dire quel mio arcano
E al suo dicendo apriva il fiotto teso

"Costoro ungevan di disinteresse
Lor viver lavorando a poco impulso
Facezie che per noi non sono ammesse"
E continuava annaffio suo repulso

L'avverso punitore fece un cenno
Facendo intender strada a continuare
Le ruote svelte mossi stando in crenno
E spinsi 'l carro avanti per andare



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